Nuovi scontri a Bassora: 40 morti e 200 feriti

Bilancio pesante per l'operazione militare in corso da ieri nel sud dell’Irak. Le forze di sicurezza governative stanno sferrando un duro attacco alla milizia dell’imam radicale sciita Moqtada al-Sadr. L'ultimatum di Maliki: "72 ore per deporre le armi"

Baghdad - È di 40 morti, 200 feriti e 218 guerriglieri catturati il bilancio provvisorio dei combattimenti a Bassora tra l’esercito iracheno e l’Esercito del Mehdi, la milizia personale dell’imam radicale sciita Moqtada al-Sadr. Altri 20 morti - tra cui donne e bambini - e 150 feriti si sono registrati a Sadr City, sobborgo sciita di Baghdad.

La "Carica della cavalleria" Il premier Nuri al Maliki ha dato 72 ore di tempo ai miliziani perchè "depongano le armi" e si arrendano, altrimenti subiranno "pesanti sanzioni". Sadr ha risposto chiedendo a Maliki di lasciare Bassora e di inviare una delegazione parlamentare per aprire una trattativa. L’offensiva contro l’Esercito del Mehdi, denominata Carica della cavalleria, è infatti coordinata personalmente da Maliki, uno sciita moderato. All’origine dell’operazione c’è il conflitto che oppone i miliziani fedeli a Sadr a due fazioni sciite rivali: il partito "Fadhila" e, soprattutto, il Supremo Consiglio per la Rivoluzione Islamica in Iraq, principale formazione della coalizione filo-sciita chiamata Alleanza Irachena Unita, che domina il Parlamento e monopolizza i posti-chiave nel governo del premier Maliki, lui stesso uno sciita ma moderato.

Lo sfruttamento degli idrocarburi Nodo della contesa a tre: il controllo degli ingenti proventi derivanti dallo sfruttamento degli idrocarburi, di cui Bassora è il principale centro di produzione a livello nazionale. Sullo sfondo, inoltre, la lotta per la supremazia politica in vista delle elezioni provinciali di ottobre. Il governo iracheno ha esteso il coprifuoco notturno da Bassora ad altre città del sud, come Nassiriya e Samawa.

Attacchi neklla Zona Verde In mattinata c’è stata anche una serie di attacchi a colpi di mortaio contro la Zona Verde, il complesso super-fortificato che a Baghdad ospita il quartier generale della coalizione multinazionale a guida Usa, gli uffici del governo iracheno e molte importanti ambasciate straniere, comprese quelle della Gran Bretagna e, appunto, degli Stati Uniti. Tre funzionari americani sono rimasti feriti.