Nuovi scontri a Gaza, 13 morti

Gaza. Non si arresta la spirale di violenza nella Striscia di Gaza, dove la faida tra militanti di Hamas e di Fatah rischia di sfuggire a ogni controllo del governo di unità nazionale. Il bilancio della giornata è di almeno 13 morti. L’episodio più drammatico è avvenuto nei pressi del valico di Karni, al confine tra la Striscia e Israele: un commando ha attaccato con razzi e mortai un centro addestramento della Guardia presidenziale leale al leader dell’Anp, Abu Mazen; un convoglio della Guardia presidenziale inviato di rinforzo è stato attaccato lungo il tragitto e 8 militanti sono stati uccisi.
Poco prima, alla periferia orientale della città di Gaza, a un posto di blocco di Fatah era stato attaccato un pulmino su cui viaggiavano uomini armati dell’ala militare di Hamas, le «Brigate Ezzedine al-Qassam»: un militante del movimento islamista è morto e un altro è rimasto ferito. Nel centro di Gaza è stato ucciso un membro di Fatah e sono segnalate altre vittime. Fonti diplomatiche occidentali hanno riferito che circa 450 combattenti leali al presidente Abu Mazen sono rientrati dall’addestramento in Egitto come possibili rinforzi, transitando per il valico di Eretz con l’autorizzazione israeliana.
Infine, razzi di Hamas lanciati su Sderot, in Israele, hanno provocato feriti.