Nuovi scontri in Somalia, milizie islamiche in azione 80 le vittime a Mogadiscio

Infiammano gli scontri tra le milizie islamiste di Al Shabab e le forze
governative, sostenute dalle truppe dell’Unione Africana: almeno altre sei vittime civili. Da lunedì già un'ottantina di morti

Mogadiscio - Proseguono i combattimenti in Somalia tra le forze qaediste di Al-Shabab e i militari dell’Unione africana a difesa del governo transitorio. A Mogadiscio, dove nella notte un attacco al palazzo presidenziale sarebbe stato respinto al prezzo di sei morti, si registra un’altra offensiva dei miliziani islamici nell’area del mercato di Bakara, dove secondo Al Jazeera 25 persone sarebbero state ferite. "Le forze governative stanno avanzando verso le linee nemiche infliggendo dure perdite ai ribelli", ha assicurato Mohamed Adan, funzionario di sicurezza governativo. Della stessa opinione è Abdirahman Yariisow, ministro dell’Informazione, secondo il quale "’attacco suicida di ieri (quello all’Hotel Muna, che ha causato 38 morti tra i quali otto parlamentari, ndr) era una sorta di rappresaglia per i miliziani che abbiamo ucciso o arrestato".

Riprendono gli scontri Oggi gli scontri sono ripresi all’alba, in diverse zone della capitale, mentre il fuoco di artiglieria è proseguito per tutta la notte. Secondo testimoni locali, almeno sei civili sono stati uccisi da un proiettile di mortaio caduto su alcune case. "Ho visto i corpi di sei civili questa mattina, quattro si trovavano in una stessa casa", ha detto uno dei testimoni, Muhdin Ali. Un altro testimone, residente nella zona, Hassan Nur Ahmed, ha fornito un identico bilancio. Le violenze sono riprese lunedì, quando le milizie al Shabab, legate ad al Qaida, hanno annunciato l’avvio di una nuova massiccia offensiva contro gli invasori, riferendosi ai 6mila soldati dell’Unione Africana presenti in Somalia.