Nuovi sospetti sui rapporti Castellano-Consorte

I pm di Perugia scavano su episodi di tre anni fa. A Milano interrogato Minale

da Milano

Altri sospetti. Si allarga l’inchiesta sul presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano Francesco Castellano. Castellano è nei guai a Perugia per aver rivelato all’allora numero uno di Unipol Giovanni Consorte l’esistenza di un’indagine sulla scalata del colosso assicurativo bolognese alla Bnl. Ora però i pm umbri hanno cominciato a controllare a ritroso le mosse del giudice, soffermandosi in particolare su un episodio del 2003. A quell’epoca Castellano si sarebbe dato da fare per raccogliere informazioni sulle mosse del Pm Eugenio Fusco, oggi uno dei titolari del fascicolo Antonveneta, alle prese con un presunto insider trading firmato da Giovanni Consorte. Per la precisione Fusco si era attivato dopo aver ricevuto una relazione dalla Consob in cui si ipotizzava l’utilizzo di notizie riservate sulle obbligazioni Unipol nei primi due mesi del 2002. Quel lavoro di scavo è poi sfociato in un processo attualmente in corso al tribunale di Milano in cui sono imputati Consorte, il suo vice storico Ivano Sacchetti e il finanziere bresciano Chicco Gnutti, ora accusati per la vicenda Bancopoli di associazione a delinquere.
Che cosa avrebbe fatto Castellano? Forse, avrebbe cercato di sapere qualcosa da Minale, appena insediatosi alla guida della procura di Milano.
Per questo in mattinata il Pm di Perugia Sergio Sottani arriva a Milano, scortato da un finanziere del reparto scelto del Gico e da un cancelliere, e interroga proprio Minale. Poi Sottani conversa con i colleghi Francesco Greco e Eugenio Fusco. Insomma, per Castellano la situazione si fa sempre più difficile; presto il Csm dovrà decidere sul trasferimento d’ufficio dopo aver bocciato la richiesta di spostamento in Cassazione. «È escluso - spiega l’avvocato Jacopo Pensa - che il dottor Castellano abbia avuto comportamenti suscettibili di rimproveri. Prendo atto che è stato sentito come testimone il capo della procura Manlio Minale e, considerando la levatura morale e professionale del magistrato, se colloquio vi fu con Castellano non c’è dubbio che si trattò di chiacchiere innocenti, senza alcun significato penale e disciplinare».
Ora Perugia dovrà cercare un punto di equilibro con Brescia che ha aperto a sua volta un fascicolo su Castellano.
Certo, la visita a sorpresa del pm di Perugia movimenta una giornata altrimenti di routine: il Pm Greco va a San Vittore e interroga per l’ennesima volta l’ex direttore finanziario di Bpi Gianfranco Boni. Boni, come Gianpiero Fiorani e Silvano Spinelli, presunto prestanome del banchiere, ha dato la sua disponibilità a far rientrare i capitali parcheggiati all’estero. Ci vorrà tempo per sbloccare i tesori accumulati nei forzieri di Montecarlo, Svizzera, Jersey e Singapore. Con questa tornata di interrogatori comunque, il primo troncone dell’inchiesta Antonveneta si avvia alla conclusione.