Nuovi ticket per ridurre il deficit delle Regioni

Tra gli ambiziosi obiettivi del Dpef anche l’azzeramento del deficit sanitario delle Regioni entro il 2009. Come raggiungere questo scopo se nel 2005 la spesa sanitaria ha raggiunto il 6,7% del pil? Semplice. Con lo stanziamento di un fondo pubblico destinato alle Regioni in forte disavanzo (in primis Lazio e Campania) che accompagni le manovre degli enti locali aiutandole ad aggiustare i propri parametri. Anzi, il Dpef prevede un incremento di questo capitolo di spesa del 3,2% annuo fino al 2011. Come anticipato dal ministro della Salute Livia Turco è prevista una «compartecipazione» dei cittadini alla spesa, ovvero un ticket destinato ai redditi più alti. Lo scopo è nobile: garantire i livelli essenziali di assistenza in tutte le Regioni. Il metodo un po’ meno: si fa pagare ai contribuenti la cattiva gestione degli enti locali che dovrebbero amministrare meglio la sanità. Il Dpef, comunque, non dà cifre precise anche per quanto riguarda questo settore. Però adombra la possibilità di escludere la sanità dal nuovo Patto di stabilità interno che vincolerà le Regioni a gestire meglio le proprie risorse. Il risultato è un federalismo fiscale affievolito e deresponsabilizzante.