Nuovi volantini di brigatisti Roma ripiomba negli anni ’70

Dopo gli scontri a Villa Ada, blitz contro sedi di An e Forza Italia e un foglio con stella a cinque punte: «Sparare per vivere, vivere per sparare»

da Roma

Una locandina con una stella a cinque punte e alcuni episodi di violenza politica fanno ripiombare Roma in un clima da «anni di piombo». Il più eclatante è il ritrovamento, domenica mattina a piazza Novella (nel quartiere Trieste-Salario), di un volantino affisso su un segnale stradale con la scritta «sparare per vivere, vivere per sparare», al centro il disegno di una P38 e sotto la stella delle Brigate Rosse. Inquietante anche la firma: «Nulla è finito», la stessa che si legge sul sito internet del «Soccorso rosso internazionale» (il movimento che aveva espresso solidarietà ai due presunti terroristi arrestati a Padova) nella foto in ricordo di Mario Galesi, il brigatista ucciso il 2 marzo 2006 in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine sul treno Roma-Firenze.
Molto probabilmente il volantino incriminato è comparso a piazza Novella sabato scorso: proprio lì infatti era transitato il corteo organizzato da associazioni e partiti della sinistra antagonista in seguito ai fatti avvenuti nella vicina Villa Ada lo scorso 28 giugno, quando un gruppo di giovani a volto coperto e armati di mazze aveva fatto irruzione gridando «duce, duce» mentre era in corso un concerto della «Banda Bassotti» (un gruppo vicino ai centri sociali), seminando il panico e provocando il ferimento di due persone. Una manifestazione ad alta tensione quella di sabato scorso, finita senza incidenti ma vissuta in un quartiere super-blindato perché il tragitto sfiorava un piazza storicamente di destra come piazza Vescovio, collocata a poche centinaia di metri da dove è stata ritrovata la locandina Br.
Ma a testimoniare il clima da anni Settanta che si respira nella Capitale contribuiscono altri due episodi: il primo alla Garbatella, dove la notte scorsa è stata lanciata una bomba carta contro il circolo di Forza Italia, frantumandone il vetro della porta d’ingresso. Il secondo a Tor Pignattara, nella notte tra sabato e domenica: qui i militanti del circolo di An e Azione Giovani hanno trovato la serranda imbrattata di simboli «rossi» e manifesti con le scritte «meno morti sul lavoro, più fascisti morti» o «fascisti come i prosciutti, tutti appesi». A firmare quest’ultimo atto, la sigla «Laboratorio rivoluzionario gatto selvaggio e falce e martello».