Nuovo allarme per Capodanno: fa più male l’alcol dei botti

Ogni anno i telegiornali del 1° gennaio raccontano le conseguenze dei botti esplosi in Italia la notte di San Silvestro: qualche volta ci scappa il morto, di regola molte dita amputate e qualche occhio che non vedrà mai più la luce del sole.
Chi lavora al Pronto Soccorso, in ogni ospedale del nostro Paese, sa bene che in realtà l’emergenza più importante di quella notte è l’alcol; ogni Capodanno sono migliaia gli italiani che pagano duramente il prezzo degli spumanti (e degli altri alcolici) bevuti: uomini, donne, ragazzini e ragazzine soccorsi in coma etilico, e poi risse, violenze, incidenti stradali sono una drammatica costante, straordinariamente diffusa lungo tutta la penisola.
Tante, purtroppo, sono le «vittime da alcol passivo», persone colpite dall’incoscienza e dall’ubriachezza altrui.
In questi giorni caldi, desidero esprimere pubblicamente la mia gratitudine alle forze dell’ordine, che si prodigano per togliere dalla strada, a tutela della sicurezza di noi tutti, gli irresponsabili che si mettono al volante in stato di ebbrezza.