Il nuovo assessore ai Saperi promette «tempi lunghi»

Esordio, ieri a Tursi, anche per il nuovo assessore delegato alla Cultura e ai Saperi, Andrea Ranieri, 65 anni, ligure di Sarzana, già sindacalista della Cgil e senatore. Ma anche lui, che pure ha fama di uomo concreto e come tale si dichiara anche davanti ai microfoni, è costretto a prendere le distanze, a limitarsi a poche, essenziali indicazioni programmatiche, a indicare solo linee di indirizzo strategiche, senza scendere in particolari. Un po’ come aveva già fatto e detto, giorni fa, Nando Dalla Chiesa, consulente della giunta Vincenzi per gli eventi (o, forse, per gli effetti speciali), tant’è che uno dei pochi progetti inseriti in agenda riguardava la celebrazione di Fabrizio De André ed è già stato surclassato dalla maxi-iniziativa (cinque mesi di manifestazioni!) messa a punto dal gruppo Studio Azzurro di Milano. In ogni caso, Ranieri ha parlato dell’esigenza di «mettere in rete l’Università di Genova con quella di Milano e Torino, componendo il Triangolo della ricerca e della conoscenza del Nord-ovest attraverso i Politecnici, evoluzione del Triangolo industriale». Presto incontrerà anche i due candidati a magnifico rettore dell’Ateneo, per spiegare cosa l’Università può fare per Genova e viceversa. Tutto il resto - ha concluso - richiede «tempi lunghi, ma prima o poi bisogna pure cominciare».