Nuovo blitz futurista: palle in piazza di Spagna

Roma, dopo aver tinto di rosso la Fontana di Trevi Graziano Cecchini
torna a "colpire". La celebre scalinata invasa da 500mila palline
colorate

Roma - Il cielo sopra Trinità dei Monti è grigio piombo, per terra è una festa di colori. Sono le 9 di ieri mattina: tre mesi dopo aver fatto arrossire la Fontana di Trevi, Graziano Cecchini torna a colpire. Migliaia di palline di plastica rosse, gialle, azzurre, verdi e arancioni rimbalzano sulla più celebre scalinata del mondo, di fronte ai pochi, mattinieri, increduli e divertiti turisti. Le palle saltellano sul travertino come biglie di un immenso flipper, il rumore è quello di uno scroscio di pioggia, e finiscono per tuffarsi nella vasca della Barcaccia, in piazza di Spagna, coprendo la superficie dell’acqua della fontana. Cecchini e i suoi continuano indisturbati a riversare enormi sacchi di palle sui gradoni in marmo. Turisti giapponesi fanno surf sull’«onda futurista», un carabiniere di quartiere, spuntato da via Condotti mentre il fiume colorato cominciava la sua corsa, si avvicina perplesso alle scale, affondando fino alle caviglie nel mare di plastica: mezzo milione di boccette. La facile gara a «pizzicare» l’inventore del «Rosso Trevi», che se ne sta a metà scala in attesa dei giornalisti, la vince un carabiniere in borghese. Ma prima il «leader» di Azione futurista improvvisa una conferenza stampa. Racconta la logistica del «raid», il trasporto delle sfere con i furgoni fino a Trinità dei Monti, l’aiuto degli «sponsor» per affrontare i costi di un’impresa curata fin nei dettagli.

La prima dedica è per il popolo birmano, la seconda evoca l’emergenza rifiuti. «È un’azione dimostrativa», spiega Cecchini calzandosi il berretto usato nel blitz di Fontana di Trevi, «per rispondere con la gioia dei colori alla tristezza di un Paese sommerso dai rifiuti». C’è il tempo per annunciare un prossimo raid «all’estero» prima di cominciare la trionfale discesa, scortato da carabinieri e vigili, elargendo saluti e sorrisi da perfetto artista situazionista al pubblico, divenuto folto, che non nasconde di aver apprezzato la performance. «Vediamo stavolta di cosa mi accuseranno», scherza infilandosi nell’auto dei carabinieri. Ma il tocco surreale alla mattina futurista è in coda. Gli assessori alla Cultura e alla Sicurezza del Campidoglio si «indignano» per un gesto pacifico e innocuo. E Cecchini, che si aspettava una multa, finisce addirittura dietro le sbarre. Accusato, con due «complici», di interruzione di pubblico servizio per aver «costretto» a chiudere la scalinata (che non è carrabile...), è stato arrestato in flagranza. Oggi incontrerà il magistrato per la convalida del fermo e verrà processato per direttissima. La tolleranza zero comincia dalle palle.