Nuovo carcere: i tempi si allungano

Per quasi un secolo, Milano si era accontentata di un piccolo carcere: stava in piazza Beccaria, nel palazzo che poi divenne sede del tribunale e oggi ospita i vigili urbani. Quando l’affollamento si rese eccessivo, si diede il via alla costruzione di una nuova prigione, realizzata secondo il rivoluzionario criterio del panopticon, che avrebbe dovuto soddisfare per sempre le esigenze carcerarie della città. San Vittore fu inaugurato nel 1879. Ma sono passati centotrenta anni, e anche il «nuovo» carcere appare inadeguato ai tempi, tanto da essere al centro di numerosi progetti di smantellamento e trasloco.
La costruzione dei carceri di Opera e di Bollate hanno permesso di sfollare un po’ San Vittore (che oggi ospita solo 500 detenuti in più del dovuto). Ma per ragionare davvero sulla demolizione della «casanza» (come la chiamavano i vecchi malavitosi) si dovrà attendere che venga realizzata la nuova cittadella della giustizia a Porto di Mare, che prevede anche un carcere su un’area di 22 ettari. Secondo i piani del Comune, i lavori per la cittadella sarebbero dovuti partire all’inizio del prossimo anno, ma non esiste ancora un progetto esecutivo e i tempi sembrano destinati ad allungarsi di molto.