Nuovo cartello, ma i conti non tornano

Il giallo della pavimentazione. Così i genovesi iniziano a chiamare quella che è stata la segnalazione da parte de il Giornale in merito ai 1666 anni previsti per i lavori di rifacimento della pavimentazione dei portici di Via XX Settembre. Per chi si fosse perso la precedente puntata, ecco il fatto: il cartellone riepilogativo dei lavori (antistanti i civici n. 30 e 32 di via XX Settembre) riportava come data di fine lavori quella del 3673. Chiaramente un errore: qualcuno ha letto allora la nostra segnalazione e ha preso provvedimenti. Come? Si potrà pensare: il cartello errato sarà stato opportunamente corretto. Invece si pensa male. Infatti la famigerata insegna è rimasta tale e quale, solo ne è comparsa una nuova di zecca pochi metri più in là, recante questa volta la fine dei lavori: 322 giorni (pari a circa 11 mesi). Ma questa volta è l'inizio dei lavori a non tornare: 30 marzo 2006. Se la matematica non è un'opinione, gli 11 mesi dal 30 marzo 2006 dovrebbero essere già ultimati da un pezzo! Ma che i lavori, specie a Genova, durino più del normale è prassi consolidata.
Quanto alla nuova insegna comparsa, «era fasciata da quando hanno iniziato i lavori qualche mese fa… E solo ora l'hanno scoperta - ci spiega una signora che ha un negozio nei paraggi - ma si sono ben guardati dal rimuovere il cartello sbagliato… Lavorano con una lentezza esasperante, qualcuno ha pensato che il millennio di lavori previsto fosse anche possibile, andando di questo passo!». E aggiunge un'altra signora: «Tra l'altro con quei soldi io ci comprerei due case… E invece avete visto che sul nuovo cartello la spesa è persino aumentata?». Controlliamo. Gli addetti ai lavori, i responsabili, il progettista, la delibera del Comune e la ditta appaltatrice restano sempre le stesse (ovviamente!) ma la spesa cambia: si passa dai 455.811,58 euro (non si sa se Iva inclusa o esclusa) del primo cartello ai 486.767,26 euro (Iva esclusa!) del nuovo cartello: quasi 31mila euro di differenza! E qualcuno domanda ironicamente: che siano imputabili ai costi dei cartellonisti?