Un nuovo centro per «riparare» il cuore

La struttura aperta grazie alle donazioni di privati per trecentomila euro

Marisa De Moliner

Un check-up completo e rapido. È questa l’opportunità che il Sacco offre ai pazienti affetti da malattie cardiologiche rare. Un’offerta possibile grazie al buon cuore dei privati che hanno donato la nuova struttura del valore di 300mila euro. Chi mettendo mano al portafogli finanziando, con 30mila euro, l’associazione «Un cuore per Milano» e chi donando lavori di muratura, arredamenti e suppellettili.
Una cooperazione che ha permesso l’inaugurazione del centro che è stato intitolato «MarfanClinic», prendendo il nome da una delle malattie cardiologiche rare. La sindrome di Marfan che ha avuto come malato più famoso Abramo Lincoln. Lo storico presidente degli Stati Uniti non è l’unico personaggio noto collegato alla nuova struttura dell’ospedale di Vialba, ce n’è, infatti, un altro televisivamente molto conosciuto: Ezio Greggio. Il popolare comico è co-fondatore con Maurizio Viecca, direttore dell’Unità di Cardiologia del Sacco, di «Un cuore per Milano». L’associazione che non ha solo finanziato il MarfanClinic, ma ha provveduto anche a coordinare la ristrutturazione degli spazi. «La messa a disposizione di questi è stato l’unico impegno del Sacco - spiega Maurizio Viecca che ospita nella sua unità di cardiologia la nuova struttura - l’ospedale non ha speso un euro. Si tratta di una joint venture tra un nosocomio pubblico e un’associazione privata». Quello economico non è il solo vantaggio offerto dal MarfanClinic: ce n’è uno che viene sperimentato direttamente dai pazienti. «Si tratta - precisa Alessandro Pini, responsabile del MarfanClinic - del team di specialisti che prende in carico il paziente. E fornisce in tempi record un’assistenza non solo cardiologica ma completa. In due giorni, in regime di day hospital, viene effettuata una serie d’accertamenti diagnostici che solitamente richiedono diversi mesi per essere portati a termine e un consulto congiunto di più specialisti». Un notevole risparmio di tempo che evita la solita peregrinazione, da uno sportello e da uno specialista all’altro, a pazienti affetti dalla sindrome di Marfan e da altre patologie, come la distrofia muscolare, la talassemia, la sclerodermia, la neurofibromatosi, e le sindromi di Turner e dell’X fragile.
Secondo i dati forniti da Alessandro Pini se si mettono insieme i portatori di certe malattie si può quasi dire che non siano poi così rare: uno su tremila nati vivi è affetto da distrofie muscolari, uno su 7mila da sindrome di down, uno su 2mila da sindrome di Turner e «queste patologie presentano frequenti malattie cardiache e vascolari che richiedono un’assistenza continua».