Il nuovo cinema orientale in bella mostra al Palaexpo

Fino al 26 luglio il meglio dei film reduci dai festival

I cinefili romani? Sempre più spesso guardano a oriente, anzi, all’estremo oriente, affinando gli sguardi sulla new wave taiwanese, capofila di una cinematografia sempre più ricca di spunti e di nuovi fermenti. Un assaggio del meglio della celluloide Made in Asia, reduce dai maggiori festival internazionali e promossa in Europa da pubblico e critica, si potrà avere da questa sera e fino al 26 luglio al Palazzo delle Esposizioni nell’ambito della VI edizione dell’«Asian Film Festival». La kermesse diretta da Antonio Termenini è interamente dedicata alla settima arte orientale che in questi ultimi anni ha sfornato molti nuovi talenti, impegnati sia davanti che dietro la macchina da presa, confermando il trend di una rinascita peraltro annunciata nelle ultime edizioni della Settimana della Critica a Venezia e alla Berlinale. È il caso della cineasta Zero Chou (autrice di «Drifting flowers») vincitrice del Teddy Awards l’anno scorso a Berlino e dell’ultima edizione dell’Asian Film Festival.
Diciotto le pellicole in concorso, tra cui spiccano titoli di maestri del cinema orientale come Takeshi Kitano che firma «Glory to the filmaker!» presentato fuori concorso all’ultima Mostra cinematografica di Venezia e «Sukiyaki Western Django» di Miike Takashi (in concorso sempre l’anno scorso al festival lagunare). Peculiarità del festival è che molti dei film in lizza per la conquista di un premio, qui all’Asian Film Festival vengono presentati in anteprima europea. È il caso di «Saigon eclipse» del vietnamita Othello Khanh, «Gone shopping» di Wee Li Lin (Singapore), «Grams of love» di Han Yeu Kwang, «Secret» di Jay Chou, coproduzione Taiwan-Hong Kong, «Flower in the pocket» del malaysiano Liew Seng Tat. La parte del leone di questa sesta edizione del festival asiatico - che dedica la consueta retrospettiva al filippino Brillante Mendoza, il quale con «Serbis» nel 2008 per la prima volta ha portato un film del suo paese in concorso a Cannes - la fa però l’isola di Taiwan: 23 milioni di abitanti e ben sei film presenti in cartellone, due dei quali fuori concorso e una sezione speciale di quattro titoli sull’universo adolescenziale «Youth on Youthness in Taiwan». Al Palaexpo si vedranno i capolavori dei maestri taiwanesi Tsai Ming Lian e Hou Hsiao-hsien abbinati ai lavori dei cineasti emergenti come Yee Chi-yen autore di «Blue gate crossing». Nutrita anche la sezione riservata alle pellicole fuori concorso, mentre la parte documentaristica (Asian Doc) affronta quest’anno la scottante tematica ambientale.