Con il nuovo codice di autodisciplina migliora la «governance» delle società

Tronchetti Provera: «In questo modo saranno meglio definiti i ruoli degli organi aziendali»

.da Milano

Un’opportunità e non una pastoia che vincola gli amministratori delle società quotate in lunghi e faticosi processi burocratici. Questo lo spirito della versione 2006 del Codice di Autodisciplina delle società quotate, riveduta e corretta rispetto al vecchio Codice del 2002. Il codice è frutto del lavoro del comitato per la Corporate Governance promosso da Borsa Italiana e composto da imprenditori e regolatori. «In Italia abbiamo un problema di tipo reputazionale. L’idea è che le società italiane funzionino meno bene di altre- ha premesso l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo nel corso della presentazione del Codice- Il valore delle nostre imprese sempre più sarà legato alla loro percezione da parte dei mercati, che sarà tanto più alta quanto più e meglio verranno applicati i modelli di governance. Chi saprà far suoi i modelli più corretti godrà maggiormente di un innalzamento dei rating della sua azienda, che avrà dunque multipli migliori rispetto al sistema».
Le innovazioni rispetto al 2002 sono state illustrate dall’amministratore delegato di Borsa Italiana Massimo Capuano. Fra le principali, Capuano ha citato l’introduzione della figura del lead independent director nel caso di concentrazione delle cariche di presidente e amministratore delegato. Inoltre è previsto che gli amministratori indipendenti si riuniscano almeno una volta l’anno senza la presenza degli amministratori esecutivi.
Positiva la reazione di Marco Tronchetti Provera presidente di Telecom: «Una buona giornata per il nostro sistema, tanto per il metodo (con la consultazione collettiva) che per il merito, in particolare con la definizione dei ruoli dei vari organi aziendali e la centralità del controllo interno». Adesso le società sono invitate ad approvare il nuovo codice entro la fine dell’esercizio che inizia nel 2006 informandone il mercato con una relazione sul governo societario che dovrebbe essere pubblicata nel 2007.