Nuovo defibrillatore compatibile con la risonanza magnetica impiantato per la prima volta in Europa al San Filippo Neri

Si apre una nuova era nel campo dell’elettrostimolazione del cuore. Tutti i pazienti portatori di un nuovo defibrillatore automatico potranno essere sottoposti senza rischi alla Risonanza Magnetica Nucleare. Per la prima volta in Europa è stato impiantato dal professor Massimo Santini, all'ospedale romano San Filippo Neri (un centro di eccellenza mondiale ad alto volume di impianti e con elevata capacità di ricerca ed insegnamento nell'ambito della aritmologia clinica) un defibrillatore automatico compatibile con la Risonanza Magnetica Nucleare. Il professor Massimo Santini, direttore del dipartimento cardiovascolare del San FilippoNeri, e presidente della Società mondiale di aritmologia, due anni fa aveva già impiantato il primo pacemaker al mondo compatibile con la RMN. Da allora centinaia di pazienti hanno usufruito di questi sofisticati pacemakers che hanno consentito un iter diagnostico completo. Il nuovo defibrillatore permette al medico di vedere immagini molto dettagliate degli organi interni mediante l'uso di forti magneti, onde radio e computer. Prodotto dai ricercatori esperti nell'area aritmologica della società tedesca Biotronik (presente nel mondo con i propri strumenti biomedicali in oltre cento Paesi ) è dotato di meccanismi e materiali che non risentono del campo magnetico generato dalla RMN, ma soprattutto di elettrocateteri in grado di disperdere il calore in eccesso generato durante la metodica diagnostica..
Decine di milioni di pazienti hanno bisogno ogni anno di essere sottoposti ad una Risonanza Magnetica Nucleare, una metodica di notevole capacità diagnostica per le patologie dei tessuti molli (cervello, cuore, polmoni). L'intenso campo magnetico che si genera è potenzialmente pericoloso per i pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori convenzionali, in quanto potrebbe provocare perdite di funzione dell'apparato con potenziale arresto cardiaco, aritmie ventricolari maligne, eccessivo incremento di calore all'interno del cuore. Per questo motivo si stima che ogni 5 minuti nel mondo ad un paziente portatore di device impiantabili, è negata la possibilità di una RMN.
Questi nuovi dispositivi, oltre a riconoscere ed interrompere automaticamente eventuali improvvise aritmie maligne spesso mortali, ripristinano la sincronia della contrazione delle diverse pareti cardiache. In Italia si posizionano ogni anno circa 20mila defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD) in oltre 400 laboratori di elettrostimolazione. Negli ultimi 10 anni il numero di impianti di ICD si è moltiplicato di quasi 20 volte e in questo, la terapia di resincronizzazione nello scompenso cardiaco interessa da sola ormai più di un terzo degli impianti. I nuovi defibrillatori, compatibili con l'imaging a risonanza magnetica nucleare sono disponibili in Europa dal 2012.