Nuovo direttore a Raidue E Liofredi va in tribunale

RomaTanto tuonò che piovve. Non è evidentemente servita la lettera di diffida che Massimo Liofredi ha fatto recapitare tramite i suoi avvocati ai membri del consiglio di amministrazione della Rai che ieri hanno votato a maggioranza il suo trasferimento dalla tolda di comando di Rai2 a quella di Rai Ragazzi (che comprende due reti tematiche: Rai YoYo e Rai Gulp). Secondo gli avvocati di Liofredi il trasferimento è penalizzante visti i risultati ottenuti dalla sua direzione di rete. Forte del precedente di Paolo Ruffini che si è visto reintegrato sulla poltrona di direttore di Rai3 dalla sentenza di un tribunale, Liofredi ambisce a ottenere la stessa soddisfazione, anche se i bene informati ritengono che non avrà la fortuna del collega. Al suo posto alla direzione della seconda rete Rai arriva Pasquale D’Alessandro che negli ultimi nove mesi ha guidato i primi passi della neonata Rai5. Un canale, quest’ultimo, molto caro alla Lega, tanto che prima che nascesse si pensava di farne un canale tematico sul Nord. Poi il compromesso, benedetto dal presidente Paolo Garimberti, è stato trovato nel segno dell’Expo. Diventerà la vetrina tv dell’Esposizione milanese del 2015; fino ad allora questo canale generalista della piattaforma digitale in chiaro si occuperà principalmente di cultura. Si dice anche che i leghisti abbiano apprezzato molto che tra i primi programmi passati sul canale tematico sia stata scelta la diretta de La Valchiria di Wagner al Teatro la Scala. Resta il fatto che Pasquale D’Alessandro, in passato vicino ad An, sia stato ammirato e pubblicamente elogiato dagli uomini del Carroccio. Tanto che Liofredi spera nel reintegro proprio partendo dalla considerazione che la scelta del cambio di direzione sia di natura «politica» e non puramente professionale. Tesi respinta da un membro del cda. E non certo uno di area Pdl. Giorgio Van Straten (molto amico dell’ex sindaco di Roma Walter Veltroni) è stato tra coloro che hanno votato la nomina di D’Alessandro a Rai2 e così difende la scelta sua e degli altri membri del consiglio: «Leggo che avremmo fatto scelte spartitorie. Francamente tacciare Carlo Freccero (neo direttore di Rai4, ndr), Pasquale D’Alessandro, o Silvia Calandrelli (guiderà Rai Educational, ndr) di scarsa professionalità è ridicolo - tuona l’ex presidente della Siae -. Leggo poi che queste nomine sarebbero finalizzate a “saldature politiche fra Pdl e Lega” quando invece al momento del voto erano assenti i consiglieri indicati da Pdl, Udc, Pd e dal Ministero del Tesoro». Ancora stallo, invece, sul contratto per Milena Gabanelli, fermo sullo scoglio della tutela legale. La posizione dell’ufficio legale della Rai è che la Tv di Stato come ente pubblico non può garantire la copertura legale necessaria. Resistono, invece, le pressioni del presidente e dei consiglieri di minoranza Rizzo Nervo e Van Straten di considerare la tv di Stato un editore che deve competere sul mercato e che quindi non può avvalersi di collaboratori «frenati» nel loro lavoro per la mancanza di tutela.