Nuovo divieto in Iran: alle donne ora è proibito il narghilè

L'annuncio del capo della polizia di Teheran: il provvedimento entrerà in vigore il 21 luglio. Motivo: è «immorale» che le giovani fumino la pipa ad acqua. Ma i gestori dei locali protestano

Vietato. Perché immorale. L'ennesima proibizione in Iran, ancora una volta colpisce le donne. Che da presto non potranno più entrare nelle sale da tè e nei locali tradizionali di Teheran dove viene servito il narghilè, la classica pipa ad acqua. L'annuncio è del capo della polizia della capitale, il generale Hossein Sajedinia, che ha spiegato che si tratta di una misura volta a salvaguardare la «moralità».
Molte iraniane sono appassionate fumatrici di narghilè, ma il provvedimento, che secondo il quotidiano Sharq dovrebbe entrare in vigore il 21 luglio, potrebbe fermarle. La nuova norma ha già provocato allarme tra i gestori di locali a Teheran: si tratta di circa quattrocento luoghi di ritrovo dove si può fumare, che temono una drastica riduzione nel giro d'affari. Già nel 2008 si erano dovuti mobilitare per impedire il divieto della pipa ad acqua nei luoghi chiusi. «Per noi sarà una perdita terribile, gran parte degli introiti viene da clienti che chiedono di poter fumare il narghilè» ha detto Mohammad Reza Rastih-Rahimi, dirigente dell'associazione di categoria. «E comunque le autorità dovrebbero capire che una maggiore repressione porterà a problemi più gravi, perché spingerà i giovani verso forme di evasione meno sane, come la droga».
Due noti avvocati, Bahman Keshavarz e Kambiz Nowruzi, hanno affermato che si tratta di un provvedimento «illegale». «È una violazione delle leggi impedire l'accesso ai locali pubblici a persone appartenenti ad un gruppo particolare o ad un sesso». Ma secondo il generale Sajedinia il divieto è «in linea con un piano per garantire la sicurezza morale, in coordinamento con la magistratura».
Non è quindi giudicato consono con le rigide regole islamiche di segregazione tra i sessi in vigore in Iran lo spettacolo di quelle donne, in maggioranza giovani, che fumano il narghilè accovacciate con amici o parenti sui tappeti posti nei giardini dei locali tradizionali, soprattutto lungo i corsi d'acqua che scendono dalla catena dell'Alborz, nel nord della capitale. È qui che molte famiglie e comitive di amici cercano nelle sere d'estate sollievo dalla calura della megalopoli. E il fumo del narghilè rimane una delle abitudini tradizionali più diffuse, anche tra le ragazze, grazie anche alla diffusione di tabacchi al sapore di frutta.