Un nuovo filmato di Saddam

da Bagdad

Un nuovo video di Saddam Hussein è stato diffuso ieri dal governo di Bagdad. Nel filmato, che risalirebbe a domenica scorsa, si vede l’ex presidente iracheno mentre viene interrogato dai magistrati. L’ex raìs indossa un abito scuro con sotto una camicia bianca.
Il presidente del tribunale speciale Raad Jouhi ha interrogato Saddam sull’uccisione di decine di sciiti nel villaggio di Dujail, dove nel 1982 l’ex dittatore sopravvisse a un tentativo di assassinio. Secondo un portavoce del tribunale, l’interrogatorio sarebbe il primo dopo l’udienza del luglio dello scorso anno, quando Saddam comparve per la prima volta davanti ai giudici. Nei giorni scorsi l’ex raìs era stato incriminato per 12 capi d’accusa relativi a crimini contro l’umanità, atto a seguito del quale i suoi legali hanno minacciato di dimettersi, sostenendo di aver avuto la possibilità di incontrare il loro cliente solo due volte dall’arresto avvenuto nel dicembre del 2003. Il processo contro Saddam dovrebbe iniziare nei prossimi mesi, prima delle elezioni previste per la fine dell’anno.
Il nuovo video che mostra gli interrogatori a Saddam Hussein e a quattro dei suoi ex ufficiali non sarà ammissibile al processo, ha dichiarato Giovanni di Stefano, un consulente legale dell’ex raìs, che risiede a Londra. «Sapevamo che l’interrogatorio sarebbe ripreso», ha spiegato di Stefano. «Il presidente Hussein era senza assistenza legale. Conformemente all’articolo 20 delle norme del Tribunale speciale iracheno, ne consegue che il contenuto degli interrogatori è inammissibile».
Di Stefano, che rappresenterà Saddam in un caso promosso davanti alla magistratura civile americana, ha spiegato che intende visitare l’ex leader iracheno entro la fine del mese, portando con sé una troupe internazionale e la stampa straniera, «perché è ora che quest’uomo sia ascoltato».
Intanto, da un sondaggio compiuto negli Stati Uniti dalla Gallup risulta che il 60% degli americani ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero ritirarsi in parte o del tutto dall’Irak. Il 30% vuole un ritiro totale e immediato, mentre il 30% si accontenterebbe di un ritiro parziale senza ulteriori ritardi. Il 56% non vorrebbe nessun nuovo invio di truppe in Irak e il 66% ritiene che gli Stati Uniti si siano impantanati in una guerra che non valeva la pena di combattere.