Nuovo furto in metrò I «soliti ignoti» entrano a Moscova

Paola Fucilieri

Ormai non passa giorno senza che la sicurezza della metropolitana venga violata. Il metrò sarà pure un obbiettivo sensibile, la sicurezza è già stata e sarà ulteriormente rafforzata (come promettono da giorni anche le istituzioni, ndr), ma come non incuriosirsi se negli ultimi dodici giorni questa sicurezza è stata ripetutamente messa alla prova dalle continue incursioni notturne dei ladruncoli penetrati nelle stazioni? Senza considerare, poi, che in una notte i «colpi» dei «soliti ignoti» - che la polizia è ormai convinta siano zingarelli, o comunque giovanissimi romeni, visti i «pertugi» aperti nelle saracinesche per entrare - sono anche più di uno, com’è capitato qualche sera fa tra le stazioni di Caiazzo, Centrale e Loreto.
L’altra notte, l’ultima in ordine di tempo, è stata la volta del mezzanino della metropolitana della stazione di Moscova (linea 2, la verde). Intorno alle 3.30, tra mercoledì e giovedì, infatti i ladri sono entrati forzando il cancello che chiude le scale mobili e hanno derubato l’ennesima edicola. Stavolta però l'allarme che è scattato li ha spaventati e fatti fuggire, limitando il furto ad alcune schede telefoniche. Prima dell’incursione, intorno all'una e mezza era passato a controllare il mezzanino della fermata Moscova un dipendente dell'Atm che si occupa della sorveglianza itinerante notturna e non aveva notato nulla di strano.
La segnalazione al 113 è arrivata dal titolare dell'edicola, Massimo M., 38 anni, avvisato dall'allarme scattato e collegato al combinatore telefonico dell’apparecchio di casa. Quando sono giunti sul posto gli agenti hanno trovato forzato il cancello delle scale mobili. Tuttavia è apparso subito chiaro agli investigatori che stavolta i ladri non hanno avuto bisogno dell’estintore per riuscire ad entrare nell’edicola: ci si sono intrufolati attraverso il gabbiotto di una biglietteria adiacente e attualmente in disuso. Poi hanno sfondato il muro di compensato del gabbiotto e quindi piegato la lamiera che chiude l'edicola, sempre come fanno di solito, cioè quel tanto che basta per far passare una persona esile, un bambino.
La polizia, dopo il furto, ha cercato i responsabili nelle gallerie ma di loro non c’era traccia. «Perché stavolta attraverso le gallerie non ci sono proprio passati» hanno sottolineato più tardi, nella mattinata di ieri, i poliziotti.