Nuovo governo L’Ue ora è pronta ad accogliere l’Islanda in crisi

Mano tesa dell’Unione europea all’Islanda, colpita da una gravissima crisi finanziaria che ha travolto il governo conservatore, al potere da 18 anni, ed ha portato il piccolo Paese nordico sull’orlo della bancarotta. Se il nuovo governo di Reykjavik che uscirà dalle elezioni anticipate del maggio prossimo lo vorrà, l’Islanda potrebbe diventare il ventottesimo stato membro dell’Ue entro un paio d’anni, grazie ad una procedura rapida che risparmierebbe all’isola nordica i lunghi negoziati per l’adesione.
Il commissario europeo all’Allargamento, Olli Rehn, ha annunciato al quotidiano britannico «The Guardian» che il crescente interesse di Reykjavik verso l’Ue potrebbe infatti sfociare in un’adesione già nel 2011, assieme alla Croazia.
La prossima mossa spetta dunque agli islandesi, che da sempre rifiutano orgogliosamente l’adesione all’Ue pur di non consentire agli stranieri di pescare nelle proprie acque territoriali e pur di non armonizzare una serie di leggi molto protezionistiche.