È di nuovo guerra tra tassisti e Campidoglio

Sono otto le sigle sindacali che ancora non hanno firmato l’intesa con il Comune Nuova commissione consultiva prevista per il 29 agosto

Omar Sherif H. Rida

Quando una parola in meno cambia una storia, o, come in questo caso, i contenuti di quella che era stata definita enfaticamente dal Comune una «intesa storica». La vicenda è ancora quella della vertenza taxi, il riferimento è all’accordo tra le organizzazioni sindacali di categoria e il Campidoglio dello scorso 24 luglio. Al centro del contendere, le modifiche apportate al protocollo che stravolgerebbero il senso dell’intesa. Almeno secondo le otto sigle (tra cui Uri e Ugl) che il 31 luglio, in commissione consultiva si sono rifiutate di firmare il documento.
Due in particolare i punti contestati. Il primo è quello riguardante le 2.500 auto bianche che, a partire dal prossimo 15 settembre, dovrebbero prestare ogni giorno servizio aggiuntivo sulle strade della Capitale in virtù del prolungamento di orario. «Nel testo che ci è stato sottoposto - spiega Loreno Bittarelli - presidente dell’Uri e presidente della cooperativa 3570 (che raccoglie 2.700 taxi sui circa 6 mila presenti a Roma) - manca la locuzione “fino a 2.500 auto al giorno”: il nostro timore è che con tale omissione si vogliano aumentare indiscriminatamente le vetture in circolazione e non, come da noi richiesto, in base alle effettive richieste dell’utenza». Con il rischio, secondo i tassisti, di perdere reddito e lavoro. E pensare che proprio l’accordo sul «tetto massimo» di autovetture in più - raggiunto nei giorni precedenti dalle sigle «ribelli» (come Uri e Ugl) e quelle più «filo-Comune» (tra cui Unica-Cgil) - era stato decisivo per arrivare al compromesso del 24 luglio sera. Una versione, quella dell’agreement preliminare trovato all’interno del mondo sindacale (con le sigle di sinistra a far da ponte tra la giunta e il fronte barricadero), che sminuirebbe molto l’aurea di «grande pacificatore» con cui Veltroni era uscito dal tavolo del Campidoglio.
«L’altro punto - spiega Bittarelli - è che noi avevamo concordato che queste auto in più potessero essere guidate “anche” da sostituti. Ma il termine “anche” è sparito dalla bozza dell’accordo: quindi quella che doveva essere un’opportunità è diventato un obbligo. Un assurdo, pensando a come questa nuova figura professionale non sia regolata da nessun contratto collettivo nazionale. Vanno inoltre chiarite quali sarebbero le “forme di monitoraggio” che si vorrebbero applicare a una categoria di autonomi come la nostra». «Ci chiediamo - rincara la dose il segretario dell’Ugl, Pietro Marinelli - come possiamo far guidare i taxi a dei sostituti se questa figura non è stata ancora configurata? Che tipo di lavoratore dovrà essere? Forse un precario? Questo non si capisce e dovrà essere chiarito d’intesa con il ministero del Lavoro». Altro tema scottante, quello della tariffa fissa da e per l’aeroporto di Fiumicino che dovrebbe sconfiggere il fenomeno degli «abusivi»: «Spesso - sottolinea Marinelli - a Roma i volumi di traffico impediscono di arrivare a Fiumicino in un tempo corrispondente ai 37-40 euro stabiliti per la tariffa sperimentale». «Non è vero - conclude il segretario dell’Ugl - come dice l’assessore alla Mobilità Calamante, che il testo non è cambiato».
Ieri infatti, Calamante ha ribadito che «il testo dell’accordo riporta fedelmente e correttamente quanto concordato nell’incontro di lunedì 24 luglio». Tutto come prima quindi, nessuna «seconda bufala» (come sostenuto dal segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni), secondo la giunta e la Unica-Cgil, con quest’ultima che mediante il segretario Nicola di Giacobbe nega la scomparsa «delle locuzioni chiave». Eppure nel verbale incriminato si legge chiaramente: «Ampliamento del servizio, ad eccezione dei mesi in cui c’è meno domanda, attraverso l’utilizzo di collaborazioni familiari, sostituti alla guida e dipendenti, consistenti in: mille auto in più nel turno di mattina dalle 8 alle 20; mille in più nel turno di pomeriggio dalle 16 alle 20; cinquecento in più nel turno dalle 21 alle 2». Al di là di un generico riferimento ai periodi di minor richiesta quindi, i termini sembrano piuttosto chiari, e non c’è traccia di quell’«anche attraverso collaboratori familiari» e «fino a 2500 auto in più» richiesti dai tassisti.
«Noi abbiamo siglato l’intesa col Comune - continua Di Giacobbe - pur mantenendo alcune riserve, come quella sulle tariffe a forfait e sulle procedure che dovrebbero riguardare i sostituti alla guida». E una sponda a Veltroni arriva anche dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta, per cui «la programmazione spetta ai Comuni che hanno la facoltà di decidere sulla base delle esigenze locali, anche senza prevedere specifiche limitazioni».
E adesso? Il prossimo atto sarà la nuova riunione della commissione consultiva del prossimo 29 agosto (cui parteciperanno i sindacati e l’assessore Calamante).«Noi siamo pronti a firmare l’accordo - preannuncia Bittarelli - a patto che ci venga accordato ciò che abbiamo chiesto».