Un nuovo inceneritore che produrrà energia? Tra Comune e ambientalisti è guerra aperta

Inceneritore sì o no? Abbiategrasso si interroga sulla necessità di un nuovo sistema dopo che la Provincia, con il piano per lo smaltimento dei rifiuti, ha dato il via libera alla costruzione di un impianto in zona. E come successo a Opera, anche qui monta la polemica fra amministrazione e gruppi ambientalisti. «Abbiamo già raccolto 5 milioni di euro di finanziamenti per un nuovo termovalorizzatore nel sito di Mendosio - rende noto l’assessore alla Gestione Rifiuti, Valter Bertani - ma non siamo ancora arrivati a una decisione definitiva, che credo avremo comunque l’anno prossimo. Intanto stiamo vagliando diverse tipologie di impianti. Tutti naturalmente all’avanguardia, come abbiamo verificato in diverse realtà: Brescia, Predazzo (in Trentino), Francia e Germania. Modelli di smaltimento rifiuti a zero impatto ambientale e alto rendimento di energia».
Abbiategrasso detiene un triste primato fra i Comuni della zona: solo il 19 per cento dei cittadini fa la raccolta differenziata della propria spazzatura. Numeri più vicini a Napoli che a Milano. Le città limitrofe superano invece il 50 per cento. Partendo da questo presupposto, gli ambientalisti del sito sosteniamoci.it, vicini al movimento di Beppe Grillo, contestano l’utilità di un inceneritore, impauriti dall’impatto ambientale sul territorio delle famigerate nanoparticelle, e spingono comunque per la ricerca di soluzioni alternative al vecchio cassonetto per strada. Preferirebbero un impianto di compostaggio, come ad Albairate, piuttosto che un inceneritore. «Il sito di Albairate ha creato qualche grattacapo in questi mesi per via della puzza e si è faticato poi per vendere sul mercato il concime ottenuto dai rifiuti - replica Bertani -. Ritengo sia più conveniente produrre energia che humus. Sulla raccolta differenziata la questione non è semplice. Bisogna riuscire a sensibilizzare i cittadini al problema. Di certo il dato attuale è terribile. Per questo in primavera partirà una massiccia campagna di raccolta porta a porta».
In ogni caso la giunta di centrodestra, eletta per la prima volta lo scorso anno dopo più di 10 anni di governo delle sinistre, chiarisce come sia impossibile risolvere il problema con la sola raccolta differenziata. «Su questo tema è d’accordo anche il Pd abbiatense - spiega sempre Bertani -. D’altronde fu proprio un’amministrazione di centrosinistra, nel 2003, a votare sì al termovalorizzatore in zona per prima. Ora che anche la Provincia si è finalmente convinta, non credo che qualcuno possa avere ripensamenti».
Anche perché oggi Abbiategrasso brucia i suoi rifiuti nel vecchio inceneritore di Parona, spendendo due milioni di euro all’anno solo per il trasporto della spazzatura nel sito. «Non solo - incalza Bertani -, quell’impianto, meno tecnologicamente avanzato, disperde diossine volatili nel raggio di 400 chilometri. Continuando in questo modo, inquineremo e spenderemo di più. I termovalorizzatori di ultima generazione, e non sto parlando dei contestati pirolizzatori che produrrebbero nanoparticelle pericolose, costano poco più di 10 milioni di euro». Basterà per convincere gli ambientalisti e i cittadini perplessi?