Nuovo look al Buzzi, pediatria a colori

Ludoteca, «murales» variopinti alle pareti, pavimenti a quadrettoni, porte come oblò di una nave e 11 stanze equipaggiate con arredi caldi e casalinghi. Questo il nuovo «volto» del reparto di Pediatria dell’ospedale Buzzi ristrutturato grazie ai finanziamenti donati da Standa alla Fondazione «Abio Italia Onlus per il bambino in ospedale» e presentato ieri con un ospite d’onore: un Babbo Natale carico di regali per i baby-pazienti.
All’origine del progetto una necessità testimoniata dai numeri: la Pediatria del Buzzi opera in stretta connessione con il Pronto soccorso pediatrico, dove gli accessi sono passati dai 14mila del 1997 ai 20mila del 2005 (+43 per cento). Fortunatamente la disponibilità di letti in astanteria, e la possibilità di sottoporre subito il bambino a vari accertamenti, hanno permesso di abbattere dal 9 per cento del 1997 al 3 per cento del 2005 la percentuale di piccoli che arrivano al Pronto soccorso e vengono ricoverati. Tuttavia le degenze restano numerose, e specie quando il ricovero non è programmato, ma improvviso, il soggiorno in ospedale può diventare un trauma. Da qui il bisogno di umanizzare le strutture per aiutare il bambino ad accettare meglio la sua nuova condizione. Per l’ingresso in reparto, quindi, si è deciso di intervenire spostando l’attenzione del piccolo paziente su particolari divertenti e rassicuranti. E così sul pavimento compaiono grandi quadrati alternati gialli e blu e sulle pareti enormi pannelli sagomati. Passando alle stanze di degenza, le porte sono dotate di finestre trasparenti e di forma circolare, per far assomigliare il corridoio al passaggio interno di una nave da crociera più che di un carcere. Arrivati nella sala medica, poi, l’esigenza è di distrarre il bimbo dai sofisticati macchinari che possono spaventarlo. Ed ecco applicato al muro un unico, grande pannello azzurro, tagliato e dipinto in modo da rappresentare una sorridente «mamma delfina» che porta un cucciolo sul dorso.
Una volta terminate le procedure d’ingresso, il piccolo malato entra nella sua stanza e trova «aria di casa»: arredi in legno dai colori caldi e dalle forme semplici e familiari, e alle pareti pannelli in legno con pochi disegni stilizzati.