Il nuovo mercato piace a tutti tranne ai «besagnini». Che ci rimettono pure

Mi chiedo una cosa, «Perché chiunque ha potuto dire la sua sul nuovo mercato di Bolzaneto mentre le voci, dei diretti interessati, i besagnini, non si sono ancora sentite?».
Io sono figlio di un besagnino da due generazioni; lo era mio nonno e lo sono tutt'oggi mio zio e mio padre.
Dopo averne discusso con mio papà, porto la testimonianza diretta sulla questione, la quale, penso verrà condivisa dalla maggioranza dei fruttivendoli.
Mi era giunta la notizia che finalmente avrebbero aperto il nuovo Mercato Ortofrutticolo all'ingrosso, così mi sono recato al Mercato Rionale di Certosa dove lavora anche mio papà per chiedere in giro cosa se ne pensasse a riguardo. La sua risposta però mi ha sorpreso: «Ci hanno fatto il mercato nuovo ma ce lo fanno pagare caro!». Non capendo cosa intendesse ho chiesto spiegazioni e ho saputo che per accedere al mercato si deve pagare una tessera di ingresso con validità annuale del costo di 30 euro. Certo, questo accadeva anche nel vecchio mercato di corso Sardegna, la novità in effetti è che: per ottenere l'autorizzazione al posteggio intorno al capannone, sono costretti a pagare 360 euro all'anno!
A questo punto sono rimasto spiazzato, come è possibile che gli acquirenti (unici o quasi) del nuovo mercato di Bolzaneto, debbano pagare una «tassa» per usufruirne?
È evidente che, se non si parcheggia il furgone vicino a dove si è acquistata la merce, caricarla diventa ulteriormente difficoltoso: sembra ridicolo ma, sarebbe proprio come se il cliente di un supermercato dovesse pagare il posteggio per potere fare spese all'interno dello stesso.
Di certo, il motivo per cui si è potuto imporre ai besagnini questa «tassa» è che quello di Bolzaneto è ormai l'unico presente a Genova e con l'alternativa più vicina a Savona (dove non si paga nessuna «tassa» parcheggio).
Ma non è finita, tutti i cittadini che ne vogliano usufruire sono potuti entrare e fare la spesa senza pagare nulla fino al 14 di novembre, adesso dovranno invece versare un importo pari a 50,00 Euro (importo ovviamente comprensivo del posteggio). Oltre il danno la beffa!
Oltre la tassa annua, i cari vecchi besagnini hanno guadagnato un concorrente in più, che vende al dettaglio la merce allo stesso prezzo a cui l'acquistano loro.
Insomma i grossisti ci guadagnano due volte e saranno doppiamente felici, ma non credo sarebbero altrettanto favorevoli se i fruttivendoli decidessero di comprare direttamente dal contadino.
Per capire l'entità della questione, alcuni clienti hanno chiesto informazioni, a mio padre e ad altri suoi colleghi, su come avrebbero potuto raggiungere il nuovo mercato e su come funzionasse il tutto. Chiunque può immaginare il loro stato d'animo nel dare queste informazioni.
Domanda: Perché i fruttivendoli non si sono uniti in protesta rifiutandosi di pagare il posteggio e andando in massa a comprare al Mercato di Savona?
La risposta sconsolata di mio padre è stata scioccante quasi quanto tutta la faccenda: tutti si sono lamentati, ma tutti hanno pagato senza dire nulla.
Per me, studente universitario, abituato a sostenere i propri diritti essendo anche rappresentante degli studenti nella mia Facoltà, tale comportamento è stato dapprima inconcepibile ma, analizzando il caso specifico ho quantomeno compreso le loro motivazioni.
I1 commerciante ortofrutticolo tipo, inizia la giornata lavorativa alle tre del mattino e la termina alle otto di sera con una pausa pranzo di sole tre ore; con un tale impegno è difficile e pressoché impossibile trovare la forza e il tempo di far sentire la propria voce.
Tuttavia è un dato di fatto che chi dovrebbe rappresentarli, ovvero la Fe.s.e.o. (il sindacato per i mercati rionali) non è assolutamente presente: né sulla questione, né su qualsiasi altro problema.
Posso dire che i nostri besagnini, si sentono abbandonati e subiscono qualsiasi decisione bella o brutta che sia, senza poter dire la loro. Ma non credete anche voi che si sia passato il limite?