Il nuovo Milan da Champions prende forma sul lago di Como

Ganso o uno che gli somigli in modo simbolico. Ecco il mister x che cerca il Milan per completare il suo mercato e dare la caccia alla Champions del prossimo anno. Ganso o chi per lui, allora. Perché adesso si comprende benissimo che l’arrivo del giovane brasiliano, pupillo di Pelè e del Santos, debilitato dall’ennesimo infortunio muscolare e frenato dal carico finanziario delle clausole, non è vicino. E non solo per il famoso divieto federale sul secondo extra-comunitario. Sul fronte internazionale, l’altro nome che comincia a riscuotere molto credito tra gli addetti ai lavori di via Turati, è l’argentino Lamela: è un nome finito da tempo sul taccuino di Braida ma si tratta di un tre-quartista “atipico”, definizione di Allegri, che potrebbe giustificare, dopo il necessario apprendistato, lo schieramento in mediana dandosi il cambio con Boateng o chi per lui. A fari spenti, il Milan comincia a inseguire la pedina decisiva del prossimo mercato che ha un preciso identikit tecnico-tattico. Dev’essere, per capirsi al volo, il creativo di centrocampo, da schierare a sinistra del trio centrale, per lasciare a Van Bommel (Ambrosini l’alternativa) il compito di scudo spaziale della difesa, diventata una specie di forziere. Questo tratto esclude di fatto la candidatura di Sandro, del Tottenham che gioca invece proprio al posto di Van Bommel nel club inglese e nella sfida di San Siro finì con l’oscurare proprio Seedorf. Clarence: ecco uno dei due raffinati interpreti di questo ruolo, l’altro è Pirlo. Raffinato e decisivo l’olandese stagionato per la qualità delle giocate infilate dal derby fino al 4 a 1 inflitto al Cagliari.
La linea del Piave. La prima tessera del puzzle milanista è costituita dal rinnovo dei contratti in scadenza. Qui si registra una possibile novità rappresentata dalla posizione di Pippo Inzaghi. L’accoglienza, presso la curva amica, del suo ritorno all’attività e la disponibilità dell’interessato declinata sabato notte («non è una questione di soldi»), possono suggerire uno scenario diverso da quello ipotizzato. Se Inzaghi, come pare probabile, intendesse accontentarsi di un contratto a gettone (tanto giochi, tanto guadagni), allora il suo contratto potrebbe diventare il 27esimo della compagnia: un uomo in più in riconoscimento del contributo dato alla causa. Su un aspetto, Adriano Galliani e il Milan non possono però cambiare idea: sulla durata dei contratti da rinnovare. La linea del Piave è la seguente: nessuno potrà superare l’anno. Di fatto, tale scelta può favorire le firme di Van Bommel, Seedorf, Ambrosini, lo stesso Inzaghi, non certo Pirlo che è alla ricerca di un triennale, propostogli dalla Juventus per convincerlo a trasferirsi a Torino. L’appuntamento tra Galliani e gli agenti dei diretti interessati è fissato per martedì (il primo sarà Ambrosini, il capitano): oggi precedenza alle trattative in Lega per discutere di diritti tv e soprattutto di governance della Lega di serie A nei prossimi anni. Più facile l’accordo sui 200 milioni da dividere, tormentata invece l’intesa su chi comanda.
Gattuso tentenna. Rino Gattuso è alle prese con un vero e proprio tormento. Vale la pena lasciare Milanello, le sue attività commerciali e il calcio italiano, per farsi ammaliare dal contratto ricco del Daghestan? Con Galliani, il calabrese è stato trasparente, come suo solito: gli ha mostrato le “carte” dell’offerta ricevuta dai nuovi ricchi. «In giro ci sono dei matti» è la chiosa di un vecchio frequentatore del calcio-mercato. I dieci milioni di euro l’anno sono autentici e non chiacchiere. La risposta del Milan, al contrario di quanto accaduto in altre circostanze, è stata la seguente: «Rino, devi decidere tu». Gattuso insomma deve fare una scelta fondamentale senza poter contare in un qualche ritocco dell’attuale contratto. O gioca la Champions, scontando la squalifica nota, oppure si dà a una pensione d’oro.
Il 29 agosto. «Presenteremo il nostro colpo di mercato il 29 agosto» è la promessa di Adriano Galliani. Una promessa fatta per assecondare la scaramanzia: l’anno scorso in quella data si concluse l’arrivo di Ibrahimovic al Milan e fu un passaggio decisivo prima del tricolore. Per discutere di mercato e di altro ancora, ieri sera, Galliani si è trasferito a Blevio, sul lago di Como, per partecipare alla cena organizzata dal presidente Silvio Berlusconi, ospiti numerosi esponenti dell’imprenditoria lombarda. «È da gennaio che sto lavorando al colpo del Milan» la frase di Raiola. È più pubblicità che altro. Di sicuro c’è il no a Lazzari, possibile l’arrivo di Marchetti (a 5 milioni) per completare l’organico.