Un nuovo miracolo del Balla Ma ora risparmiateci Malesani

(...) del Genoa di essere complice della «torta» e l’ingresso dell’attaccante argentino sarebbe stata la prova provata dell’inghippo.
Ora - a parte il fatto che chiunque abbia parlato, anche solo per cinque minuti, con Davide Ballardini, sa benissimo che l’idea di combinare un risultato è qualcosa di totalmente alieno dalla sua mentalità - credo che proprio quegli insulti e quei fischi nei confronti dell’ingresso di Boselli dimostrino che c’è in giro troppa gente che apre bocca solo per darle fiato.
Anzi, dirò di più: l’ingresso dell’attaccante argentino, a lungo ignorato proprio da Ballardini, è la prova provata, l’ennesima, del fatto che il tecnico ravennate è l’uomo giusto per il Genoa: persona perbene; persona onesta circondata da uno staff di persone oneste come Carlo Regno e Stefano Melandri; persona che si gioca tutte le partite fino in fondo; persona che ha onorato il campionato con le vittorie contro Brescia, Lecce e Sampdoria; persona che ha realizzato una media punti altissima, molto più alta di quella di Gasperini, nonostante un monte ingaggi molto più basso e nonostante non abbia avuto voce in capitolo nel mercato, né abbia potuto guidare la preparazione; persona che ha riconciliato con il bel gioco (non sempre: il Cagliari e il derby gridano vendetta); persona che punta a quota 51 punti, risultato dello scorso anno, nonostante l’handicap iniziale delle prime dieci partite alla media di 1,1 punti, roba da serie B o quasi.
Potrei continuare per pagine, ma credo che la ciliegina sulla torta per i tifosi genoani sia la vittoria di due derby nel giro di poche settimane. Un record unico nella storia rossoblù: certo, dovuto al ritardo della stracittadina di andata a causa della nevicata su Genova alla vigilia di Natale che posticipò l’incontro, ma comunque un record unico.
Un record, se permettete, tutto di Ballardini. Gli veniva rimproverato di non azzeccare mai un cambio e di non far giocare Boselli. E lui che ti combina? Fa entrare proprio Boselli, quando tutti avrebbero voluto che rimanesse in campo Floro Flores o, al massimo, entrasse Paloschi. E vince il derby proprio con questa mossa. Così come aveva vinto quello di andata grazie all’idea di far giocare Rafinha. Insomma, «mago Balla».
Di più. Anche «san Balla», nel senso dei miracoli. Nello scorso fine settimana, a Pegli, il tecnico di Ravenna si è fermato a parlare fitto fitto, per più di tre quarti d’ora, faccia a faccia con Mauro Boselli. Un colloquio che aveva incuriosito molti, tanto da far ipotizzare la sua esclusione dalla lista dei convocati, proprio come Chico e Jankovic. Addirittura, in rassegna stampa, si può leggere che il colloquio col tecnico era l’anticamera della spedizione di Boselli in tribuna per far spazio in panchina a Destro e Paloschi. In realtà, Destro e Paloschi sono sì andati in panchina, ma Boselli pure. E le parole del colloquio con Ballardini hanno portato al meraviglioso gol al novantaseiesimo. Insomma, nel processo di canonizzazione laica del Balla, il miracolo c’è già.
Eppure, in tutto questo, pare che Enrico Preziosi voglia cambiare il tecnico. A mio parere sbagliato, ma legittimo. Il problema è che pare che al posto del Balla voglia metterci Malesani.
Con tutto il rispetto per Malesani, io personalmente, la riterrei una iattura. E spero proprio che questa sull’allenatore del Bologna sia una balla. Anzi, spero proprio che il prossimo allenatore del Genoa sia un Balla.