Nuovo monito della Cei: "Preoccupa la democrazia non soltanto nel Sud"

All'indomani dell'allarme lanciato dalla Cei sul connubbio mafia-politica al Sud, monsignor Crociata rilancia: "Preoccupa l'intero Paese". E invita a lavorare per lo sviluppo: "Non considerare il Sud come un problema a parte". Il vicepresidente del Csm Mancino: "Messaggio forte"

Roma - La preoccupazione espressa mercoledi dai vescovi italiani per lo stato della democrazia nel sud d’Italia riguarda "l’intero Paese". A rilanciare (e amplificare) l'allarme lanciato dalla stessa Cei è stato il segretario generale dei vescovi italiani, monsignor Mariano Crociata, in una intervista alla Radio Vaticana. "Lo sguardo all’intero Paese - ha detto il vescovo - è una preoccupazione di primo piano del documento".

L'allarme di Crociata Monsignor Crociata ha voluto "precisare che intendiamo democrazia in senso lato, cioè nel senso dello sviluppo, della crescita, del cammino del Paese, non in sensi riduttivi". "Tutti i vescovi italiani guardano all’intero Paese - ha spiegato - nel guardare all’intero Paese devono rilevare, con preoccupazione, il ritardo grave, persistente di una parte del Paese". "Quindi l’attenzione dei vescovi - ha aggiunto Crociata - è proprio intenzionalmente rivolta a questa visione d’insieme, al desiderio che tutto il Paese cresca". Dunque, nemmeno sarebbe "legittimo guardare e considerare il Sud come un problema a parte, un problema da isolare, una malattia da tagliare fuori dal circuito".

Superare le difficoltà Crociata ha poi sottolineato che "la crescita, lo sviluppo, il superamento delle difficoltà non viene soltanto dalla disponibilità di maggiori risorse, vorrei dire anche non soltatno dall’utilizzazione effettiva, più di quanto non si sia fatto, delle risorse economiche e strutturali disponibili, ma dalla crescita di una coscienza civile". A partire, ha concluso monsignor Crociata, "dalla formazione delle giovani generazioni".

Mancino (Csm): messaggio forte  "Il messaggio della Chiesa è forte e molto determinato, si rivolge agli uomini tutti indipendentemente dalle appartenenze religiose. Dobbiamo fare uno sforzo per sradicare la malavita organizzata dal territorio e del resto i successi degli ultimi tempi delle forze dell’ordine e della magistratura sono indicatori importanti". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, rispondendo alle domande dei giornalisti. "La corruzione e il condizionamento malavitoso sono alcune delle cause della condizione del Mezzogiorno, ma non solo del Mezzogiorno - ha continuato Mancino - certo il problema più serio è certamente questo. La posizione della Chiesa è molto buona ma diciamo anche: come si fa a non essere d’accordo di fronte alle pagine di giornali che trattano di questi episodi".