"Nuovo Moratti? Spesi 250 milioni"

Enrico Preziosi: "Il Genoa re degli acquisti perché gli altri stanno fermi. Sono nel calcio da 18 anni: questo gioco mi è costato... Ero un mangia-allenatori, Gasperini mi ha cambiato"

Re dei giocattoli e del mercato. Enrico Preziosi, 62 anni, al Genoa dal 2003, è l'unico che abbia movimentato parecchio il mercato, rafforzando il Grifone dopo la stagione meno elettrizzante. Nel ritiro austriaco i portoghesi Eduardo e Miguel Veloso, il brasiliano Rafinha (ex Schalke 04), il baby argentino Zuculini che interessava al Napoli. Più Toni che vuol dar ragione a Buffon: «Troppa fretta nel liquidare alcuni campioni del mondo».

Presidente, si sente il Moratti del 2010?
«No, no. Ho compiuto solo gli affari che servivano, inserendo giocatori nelle parti del campo dov'eravamo scoperti. Investimenti azzeccati, capitano stagioni in cui si spende di più».

L'estate scorsa fu caratterizzata dal Napoli di Aurelio De Laurentiis, adesso l'unico è lei.
«Penso alla favola del messicano, sta fermo, bloccato per ore. Quando qualcuno gli cammina vicino, dice che corre. E durante la siesta attorno a lui sono tutti fulmini. Gli altri sono fermi, risalta il nostro attivismo. Non per questo mi sento il presidente dell'Inter».

Magari ha solo utilizzato con un anno di ritardo i milioni avuti per Thiago Motta e Milito.
«Furono soltanto 18, in cash, già spesi. Lo sbilancio non è così eclatante, avevamo ipotizzato un -15, 40 di esborso e 25 di entrate: siamo a -18, aspettiamo 3 milioni».

Nel calcio entrò 18 anni fa, come presidente è diventato maggiorenne. In tutto quanto ha sborsato?
«Il passivo nella mia storia è sui 250 milioni di euro, compresi Saronno e Como».

Così tanto?
«Purtroppo sì. Da nessuna parte ci sono grandi utili».

Unica eccezione l'Udinese, almeno nell'ultimo decennio.
«La famiglia Pozzo ha sempre guadagnato, tanto più offrendo stipendi ragionevoli. In Friuli le ambizioni sono inferiori, fosse a Genova non potrebbe non competere con l'altra società. La tifoseria bianconera è completamente diversa dalla nostra».

Sampdoria-Werder Brema: Cassano eliminerà Ozil?
«Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, altrimenti il presidente Garrone mi rimprovera».

Toni ha 33 anni, età molto critica per un bomber.
«Abbiamo fatto una pazzia, ragionata. Non avendo pagato il cartellino, ci siamo impegnati per un biennale da 4 milioni netti a stagione».

Ovvero 8 lordi.
«Operazione perfetta. Nel 2012 sarò costretto al rinnovo, perchè Luca fisicamente è a postissimo».

Prenderete Boateng, per girarlo al Milan, con Bocchetti. Apre un canale privilegiato anche con Berlusconi?
«Con l'Inter abbiamo firmato l'operazione Ranocchia; Bonucci e in passato Criscito alla Juve. I rapporti con le grandi non sono esclusivi, dialoghiamo con tutte e tre».

Si muove in prima persona?
«Sono relazioni consolidate. Con Galliani ci conosciamo da 20 anni, con Moratti da 13. Fondamentale il ds Capozucca».

Perché lei era squalificato...
«Il 23 luglio avevo finito di scontare la pena, poi c'è stato l'incidente con Moratti...».

Tre mesi di inibizione al patron nerazzurro, sei a lei.
«Spero di averne scontati 3-4».

Come vive da eterno inibito?
«Come a militare, in 18 mesi feci 150 giorni di prigione. Ci sono regole che accetti e altre stupide che rifiuti, ma il regolamento viene applicato. Se uscivo la sera, mettevo sempre le scarpe borghesi, me lo impedivano e borbottavo. Ero istruttore di mezzi cingolati, alla guida del carrarmato buttai giù la porta carraia, pagai con un mese».

Un anno fa il Genoa arrivò alla pari con la Fiorentina, fuori dalla Champions per gli scontri diretti.
«Adesso sono in barca, a Formentera, guardo il mare. Ci prepariamo in totale serenità, l'importante è non finire dall'altra parte della classifica, dal decimo in su va bene. Non voglio far soffrire la tifoseria, basta competere con dignità. Se l'Europa arriva sarò contentissimo e pure in caso di ottavo posto».

Gasperini è alla quinta stagione con il Grifone, gli altri in A al massimo alla seconda.
«Una volta ero un mangiallenatori. Quando sono bravi vanno tenuti, mai la mia squadra è stata guidata così bene. Qualche volta c'è un confronto, democratico, ci si chiarisce. E ripartiamo più forti di prima».

Però con meno abbonati, colpa della tessera del tifoso?
«Il calo è leggero, entro il 5 settembre sono convinto che la protesta terminerà».