Un nuovo neuronavigatore guida il chirurgo durante gli interventi su vertebre e cervello

Nuove frontiere della chirurgia mininvasiva. Un neuronavigatore consente di eseguire interventi chirurgici cerebrali e vertebrali con estrema precisione e velocità. Questo strumento è stato realizzato dalla società statunitense Medtronic. Fondata a Minneapolis nel 1949 da Earl Bakken occupa oggi 38mila persone ed ha un volume di affari di oltre 14 miliardi di dollari, è presente in 120 paesi. Detiene il 196 posto della classifica di Fortune delle 500 società più importanti al mondo, ma è la prima nell’ambito medicale. Negli anni Cinquanta ha realizzato il primo pacemaker esterno portatile, nel 1983 un sistema di stimolazione neurologica programmabile e impiantabile per il trattamento del dolore cronico ed oggi è la prima azienda al mondo nel campo delle tecnologie medico-scientifiche. Progetta, sviluppa e produce sistemi biomedicali che trattano malattie del sistema cardiovascolare, disturbi neurologici, dolore spinale, diabete.
«Grazie al nuovo neuronavigatore - afferma il dottor Giuseppe Galli, responsabile del reparto di chirurgia specialistica dell'Azienda ospedaliera di Cremona - abbiamo eseguito la prima cifoplastica neuronavigata. Con questa metodica si possono riparare le fratture vertebrali. Si inserisce all'interno della vertebra un palloncino che stabilizza la frattura, ripristina l'altezza del corpo vertebrale e corregge la deformità angolare. E' un intervento delicato che richiede accurate informazioni intraoperatoie per monitorare in tempo reale le operazioni compiute dal chirurgo sull'anatomia nascosta del paziente. Oggi - aggiunge il dottor Giuseppe Galli - impiegando un sistema di navigazione vertebrale di ultima generazione sono necessarie poche scansioni radiografiche eseguite direttamente in sala operatoria. E' così possibile monitorare la posizione degli strumenti chirurgici proprio come un navigatore satellitare controlla la posizione dell'auto su una mappa geografica». Questo nuovo neuronavigatore è il secondo installato in Italia, un’altro è già in funzione in Lombardia presso l’ospedale milanese San Carlo.La sua utilità non si limita alla chirurgia della colonna vertebrale, ma trova applicazione anche nei delicati interventi di chirurgia cerebrale. Permette una durata minore dell’intervento e del sanguinamento.«L’investimento in questa tecnologia risponde ad una strategia dell’ospedale di Cremona che punta all’innovazione», afferma Piergiorgio Spaggiari, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Cremona e Oglio Po, ricordando che le nove nuove sale operatorie, la Tac a 64 strati, le innovative unità diagnostiche radiologiche.