Il nuovo ospedale resta un sogno

Il progetto, presentato solo due giorni fa, per il momento resta sulla carta

È risaputo che a un cattivo pagatore si stenti a fare di nuovo credito. Ironia della sorte l'esempio calza a pennello al Lazio che è stato definito già da un po’ un cattivo pagatore tant’è che risulta sempre più difficile per le sofferenti finanze regionali trovare una banca che non gli chiuda le porte in faccia. L’ultimo «no» la giunta Marrazzo l’ha dovuto incassare recentemente quando ha chiesto alla Cassa depositi e prestiti un mutuo di 120 milioni di euro. L’istituto bancario sino a oggi lo ha negato per cui, siccome quei fondi sarebbero serviti per dare il via ai lavori del nuovo Policlinico dei Castelli Romani l’esecutivo regionale dovrà attendere ancora prima di fregiarsi di realizzare una nuova struttura ospedaliera. Il progetto, che è stato presentato due giorni fa dall’assessore alla Sanità Battaglia e dal governatore Marrazzo alla presenza del direttore generale dell’Asl Roma H Luciano Mingiacchi, intanto resta sulla carta. «E ci resterà ancora per molto - chiosa il capogruppo dei Socialisti riformisti Donato Robilotta - perché non solo la Cassa non gli ha concesso il mutuo dei 120 milioni ma ha pure sollevato il problema che il Lazio è stato declassato alla categoria "4M" che significa debitore a rischio insolvenza. Questo per dire che la giunta quando ha iscritto a bilancio la somma per la realizzazione del Policlinico dei Castelli l’ha fatto senza averla ottenuta. L’ultimo mutuo l’istituto di credito l’ha concesso a febbraio scorso con un passaggio addirittura in Consiglio di amministrazione, dopodiché più nulla». Stando così le cose a poco varrebbero i progetti di Giunta - già riportati su il Giornale - che sarebbero dovuti servire per fare cassa smantellando e alienando le strutture ospedaliere già operanti su tutto il territorio dei Castelli (Ariccia, Albano e Genzano) e cercare di ottenere risorse fresche da aggiungere a quei 120 milioni. Ma i progetti della giunta sul nuovo nosocomio non si fermerebbero qui, vanno oltre. L’idea completa è ricca di altri dettagli: coinvolgere nel mega-progetto di gestione del complesso ospedaliero, settore pubblico e settore privato. Da un lato si chiudono gli ospedali pubblici di zona, dall’altro si apre alla gestione convenzionata. «Con questo progetto - aggiunge Robilotta - l’esecutivo vorrebbe tagliare l’offerta ospedaliera dello Spolverini di Ariccia, un polo di eccellenza, e consentire l’allestimento di altri 120 posti letto in Residenza sanitaria assistita e demandarla a una gestione privata». È curioso infatti che la giunta Marrazzo non abbia pensato di recuperare lo Spolverini e adibirlo da centro di cura per la poliomielite - patologia ormai quasi del tutto debellata - a polo destinato alla riabilitazione motoria. Eppure nei progetti della maggioranza regionale la politica della riconversione delle strutture ospedaliere, a chiacchiere almeno, va per la maggiore. Già, ma nei fatti si preferisce fare diversamente. Chissà cosa ne penserà la cittadinanza.