Il nuovo pavé manda in tilt il Castello

La carreggiata ristretta per il cantiere della pavimentazione paralizza il traffico. Caccia al vigile agli incroci

Un signore un po' attempato apre di colpo lo sportello e scende dalla sua macchina sportiva visibilmente contrariato. Si gira e, rivolto a un altro automobilista, impreca e urla: «Ma che continua a suonare a fare? Ma non lo vede che è tutto bloccato?». Per un pelo non scoppia una rissa, proprio al centro della carreggiata. Sono scene di ordinario caos in Foro Bonaparte, dove un minuscolo cantiere all'angolo con largo Cairoli sta letteralmente mettendo in ginocchio una parte della città. Basta qualche centimetro di strada transennata per far collassare il traffico, in una strada già messa a dura prova dopo la pedonalizzazione di piazza Castello. Ieri mattina il tempo di percorrenza, dal Piccolo Teatro Strehler a largo Cairoli, era in media di mezz'ora. Necessaria per coprire solo qualche centinaio di metri di strada. Fra tram inchiodati a ogni angolo, autobus incastrati fra le auto e turisti increduli.

Qualcuno, di fronte al muro di auto, ha fatto marcia indietro, nella speranza di scoprire una soluzione alternativa per proseguire. Soluzione difficile da trovare da quando non è più possibile passare davanti al Castello Sforzesco. Qualcun altro ha invece deciso di sfidare la sorte, trovandosi di fronte a scene di nervosismo collettivo. Fra clacson suonati a tutto spiano, urla dai finestrini, sguardi persi nel vuoto, tentativi non riusciti di cambiare strada.

La paralisi è durata ore, senza che neanche un vigile sia arrivato a mettere ordine nel caos. Tutta colpa di un cantiere piccolissimo, che invade pochi centimetri di carreggiata, costringendo le auto a mettersi su due file all'altezza del semaforo di largo Cairoli. È sorto pochi giorni fa, per cambiare una parte del pavè. E da allora sta peggiorando sensibilmente una situazione che nell'ultimo anno era già diventata difficilissima. E che, a partire dal primo maggio, con l'inizio di Expo, rischia di diventare la triste quotidianità per migliaia fra turisti e cittadini.

«Ma possibile che bastino due transenne per paralizzare il centro? - si domanda una signora a bordo di un'utilitaria -. Ma allora a cosa è servita Area C? Oggi ho pagato cinque euro per rimanere imbottigliata nel caos e respirare aria inquinata». Domande simili rimbalzano da una vettura all'altra. E contagiano anche qualche motociclista, costretto a invadere il marciapiede per proseguire. «Da quando piazza Castello è diventata area pedonale la qualità della vita di chi percorre Foro Bonaparte è peggiorata tantissimo – spiega Paolo, che per sua fortuna si muove su due ruote -. Io vengo in centro ogni giorno per lavoro, e mi rendo conto di quanto il traffico sia più congestionato rispetto al passato».

E tutto questo per regalare ai milanesi un'oasi nella quale correre, rilassarsi e andare in bici all'ombra del Castello. Un'oasi che però, a quasi un anno dall'inaugurazione, non usa quasi nessuno. «Sarei dovuta arrivare in ufficio mezz'ora fa – conclude sconsolata Anna, impiegata di 30 anni -. Ho già telefonato per avvisare del ritardo. Oggi non ho preso la metropolitana perché non mi sento bene ed ecco il risultato». La speranza è che con Expo ormai alle porte la paralisi non diventi ordinaria amministrazione.