Nuovo Pdl Il leader azzurro punta sui tre coordinatori

Tandem o triumvirato? Ruotano soprattutto intorno a questo interrogativo le grandi manovre tra Forza Italia e Alleanza Nazionale in vista del congresso fondativo del Popolo della libertà in programma a fine marzo. Alla soluzione del rebus è legata infatti l’influenza che ciascuno dei due partiti potrà avere all’interno della nuova formazione. Il ticket è la soluzione che soddisfarebbe maggiormente An. Con un coordinatore scelto da Fini e l’altro da Berlusconi si creerebbe di fatto una situazione di perfetta parità, quanto meno a livello di vertice. In un triumvirato, con due coordinatori di nomina azzurra e uno solo di An, lo squilibrio sarebbe evidente. E il Cavaliere? Negli ultimi due giorni Silvio Berlusconi ha incontrato Bondi (l’altro ieri) e Verdini (ieri): con entrambi avrebbe valutato come positiva un’eventuale soluzione che preveda tre coordinatori con pari funzioni. A Bondi, assicurano fonti azzurre, il Cavaliere non avrebbe chiesto esplicitamente le dimissioni, nonostante il ministro abbia oggi definito «impossibile» il mantenimento del doppio incarico.
Certo, la scelta del ministro dei Beni culturali di annunciare l’intenzione di lasciare il governo in caso di incarico di partito non è sfuggita in casa An. La sua posizione sarebbe stata letta come un invito implicito a individuare una figura di via della Scrofa non impegnata in attività di governo. O più semplicemente un modo per alzare la posta e far accettare ad An l’ipotesi dei tre coordinatori.
C’è poi l’incarico da ritagliare per Gianfranco Fini. L’altro ieri La Russa aveva sostenuto la destinazione europea del presidente della Camera. Ma l’incarico di vicepresidente del Ppe potrebbe scontrarsi con la volontà di Forza Italia di piazzare un proprio uomo alla presidenza dell’Europarlamento.