Il nuovo piano rifiuti di Marrazzo moltiplica soltanto le discariche

Espandere le discariche per accogliere il mare di immondizia prodotto nel Lazio. Svelato il piano rifiuti di Piero Marrazzo, alla vigilia della presentazione in consiglio regionale, prevista oggi, piovono critiche. E non solo dall’opposizione, che oggi ha convocato una conferenza stampa per dire la sua sull’argomento. Anche Legambiente Lazio boccia il piano che dovrebbe portare la regione al superamento della «fase emergenziale», considerandolo un classico topolino partorito dalla montagna. «Altro che piano rifiuti - attacca in una nota Lorenzo Parlati, presidente dell’associazione ambientalista - Marrazzo lo chiamasse piano discariche, visto che le allarga tutte. Ci si potevano perdere meno tempo e soldi per decidere che questo era il futuro della gestione dei rifiuti nel Lazio». Nel merito, Parlati ricorda come nel piano «si prevedano impianti di preselezione anche a Guidonia e Bracciano, dove le discariche sono esaurite da tempo, prevedendo dunque nuovi invasi».
Anche il capogruppo dei Socialisti riformisti in Regione, Donato Robilotta, usa la stessa «onomastica alternativa», ribattezzando «piano discariche» il documento del Governatore. L’esponente socialista, in particolare, critica l’inadeguatezza del sistema regionale per i rifiuti e contesta, quindi, la validità del percorso che dovrebbe portare il Lazio fuori dalla crisi. «Il piano rifiuti che il presidente Marrazzo si appresta a illustrare al consiglio regionale - spiega Robilotta - prevede l’allargamento delle discariche esistenti, questo significa, in maniera inconfutabile, che siamo in piena emergenza; e che l’impiantistica prevista nella nostra regione è del tutto insufficiente».
Il piano di Marrazzo è «pensato» per una produzione di 17 milioni di tonnellate di rifiuti tra 2008 e 2012, ponendosi tra l’altro l’obiettivo del 44,50 per cento di raccolta differenziata entro 5 anni attraverso traguardi graduali (17,8 per cento nel 2008, 24,03 nel 2009; 31,15 nel 2010 e 35,60 nel 2011). Un obiettivo che, ancora secondo Legambiente, è praticamente virtuale poiché «non si dice in che modo si voglia raggiungere». Tra gli ampliamenti più vistosi previsti dal piano, l’intervento di «riordino» sulla discarica Colle Fagiolara, a Colleferro: attualmente capace di accogliere 50mila metri cubi di rifiuti, verrà portata a una capacità di 1 milione e mezzo di metri cubi. Interventi obbligati, come ammette lo stesso piano: «Nella fase 2008 - 2011 risulta necessario prevedere un ampliamento delle discariche al fine di consentire lo smaltimento di 5.674.000 tonnellate di rifiuti». L’emergenza, insomma, non sembra proprio dietro le spalle.