Nuovo piano sulle grandi opere a partire dal ponte sullo Stretto

Uno dei settori nei quali i continui litigi tra alleati e il prevalere delle ragioni ecologiste hanno più condizionato il governo Prodi, di fatto paralizzandolo, è stato quello delle grandi opere e delle infrastrutture indispensabili al rilancio dell’Italia. E Berlusconi vuole recuperare il tempo perduto. Così ieri non ha mancato di inserire proprio questi progetti tra le iniziative urgenti da prendere nei primi cento giorni del suo futuro governo, a cominciare «dal ponte sullo Stretto di Messina» bloccato dal centrosinistra. Durante la sua ultima permanenza a Palazzo Chigi il Cavaliere aveva deliberato nel 2001 un piano per le grandi opere prevedendo un investimento complessivo di 125,8 miliardi di euro. Alla fine del 2005 risultavano aperti cantieri per 51 miliardi di euro, pari al 40,5% del totale. Nei 70 cantieri aperti per le grandi opere lavoravano oltre 450.000 addetti.