Il nuovo poker del Re è nato dalla cronaca

Che per Stephen King ci sia qualche cosa di magico e alchemico nel numero 4, lo avevano già dimostrato le sue antologie ormai «storiche» come Stagioni diverse e Quattro dopo mezzanotte, che contengono alcune fra le sue storie più avvincenti. Oggi il maestro della suspense torna a proporsi con un’antologia intitolata Notte buia, niente stelle (Sperling & Kupfer) che contiene tre romanzi brevi e un racconto lungo e dimostra ancora una volta che per lui costruire quattro storie alla volta ha davvero un senso e gli permette di dare il meglio di sé.
«Fin dal principio - spiega nella «Postilla» al volume - ho avuto la sensazione che la migliore narrativa fosse propulsiva e aggressiva. Ti arriva dritta in faccia. A volte ti grida in faccia... Nei miei lettori voglio provocare una reazione emotiva quasi viscerale. Il mio scopo non è farli pensare mentre leggono». Ed è certo che i lettori che affronteranno i quattro speciali viaggi all’Inferno raccontati in Notte buia, niente stelle (tradotto con estrema cura da Wuming 1) avranno poco da pensare e molto da temere, perché sono storie realistiche in cui King non lesina spazio alla cattiveria. Quattro storie dure che qualcuno potrebbe persino «trovare difficili da leggere» così come sono state in certi momenti per King «difficili da scrivere». A subire le peggiori violenze sono soprattutto le donne, protagoniste che si ergono al ruolo di innocenti vittime, ma in qualche caso anche di spietati carnefici.
Nel primo racconto, intitolato 1922, seguiamo le vicende familiari di un agricoltore e di suo figlio che decidono di accoppare insieme l’insopportabile moglie-madre Arlette che da tempo ha deciso di rovinare la loro esistenza (perché mal sopporta d’essere sposata con un agricoltore e odia essere relegata in una vita monotona e agreste). A ispirare King per questa novella (un riuscito incrocio tra Furore di John Steinbeck e Il gatto nero di Edgar Allan Poe, al quale farebbe da perfetta colonna sonora The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen) è stato un libro di Michael Lesy del 1973 che fotografava «l’isolamento rurale» e la povertà della comunità di Black River Falls nel Wisconsin prima e dopo la Grande Depressione americana.
Il secondo racconto della raccolta, Maxicamionista, è nato invece nel 2007 mentre il re dell’horror stava percorrendo la I-84 verso il Massachusetts. Fermatosi in un autogrill a bere una bibita gassata e a mangiare una barretta al cioccolato, King vide un camionista cambiare una gomma a una signora che aveva appena bucato. Immediatamente gli balenò nella mente una domanda: avrebbe potuto quel rude uomo fare in qualche modo del male a quella donna? Maxicamionista risponde a quella inquietante domanda raccontando le vicende della scrittrice Tess, abituata a scrivere romantici racconti gialli per signore e che durante uno dei suoi tour di presentazione libraria in giro per l’America finisce nelle mani di un camionista psicopatico che prima la violenta e poi cerca di assassinarla. Sopravvissuta, Tess non sarà più la stessa e deciderà di vendicarsi in maniera terribile dell’uomo che ha abusato di lei, entrando così in una spirale di follia senza ritorno.
Non meno inquietante la situazione proposta nel terzo racconto, La giusta estensione, che narra l’esperienza del bancario malato terminale Streeter, arrivato ormai al capolinea a causa di un tumore maligno. L’uomo, disperato ma anche pieno di rancore, deciderà di stringere un patto diabolico con il misterioso Mister Elvid che in cambio avrà la possibilità di distruggere la vita di Tom Goodhugh, il miglior amico di Streeter. E Tom, al quale la fortuna ha arriso sino al giorno prima in maniera totale, vedrà in poco tempo distrutto ogni suo affetto e ogni sua speranza.
Ma probabilmente la storia più crudele contenuta in Notte buia, niente stelle (titolo quanto mai azzeccato per una serie di storie così dark) è quella finale, ovvero Un bel matrimonio, in cui una moglie scopre per caso che suo marito è un serial killer. Per scriverla Stephen King si è ispirato alle vicende giudiziarie di Dennis Rader (il terribile Assassino BTK) e a quelle di sua moglie Paula Rader che ha da sempre sostenuto di non aver saputo nulla delle attività sanguinarie del marito. King confessa di avere progettato questo romanzo breve «per indagare l’idea che è impossibile conoscere a fondo qualcuno, comprese le persone che più amiamo».