Nuovo proscioglimento per

I giudici: «Non luogo a procedere per mancanza di querele»

I giudici della seconda corte d'appello di Milano hanno confermato il non doversi procedere per mancanza di querela nei confronti di Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio, e altri otto imputati per la gestione della Simec, la società che amministra la discarica di Cerro Maggiore.
Gli altri imputati erano Adelio Aggio, Giovanni Butti, Antonio Ciapparelli, Angelo Martini, Luciano Gilardoni, Mario Gorla, Paride Spadea e Walter Donati cui erano contestati i fatti che vanno dal 1996 al 1999.
Il sostituto pg Francesco D'Andrea ha sostenuto che la normativa italiana sui reati societari non è in linea con le direttive europee. Ha spiegato che, quindi, doveva esprimersi la Corte Costituzionale poiché la pronuncia della Corte Europea di giustizia, a cui si era rivolto il tribunale di Milano nell'ambito di un altro procedimento che riguardava Silvio Berlusconi, avrebbe sostanzialmente lasciato aperto il problema.
In quel caso, in realtà, la Corte europea aveva detto no proprio alla procura di Milano che aveva chiesto la bocciatura della nuova legge sul falso in bilancio e quindi il ritorno al vecchio sistema.
Contro la tesi della pubblica accusa si sono espressi i difensori che hanno invocato la conferma della sentenza di primo grado.
Dopo un'ora di Camera di consiglio, la Corte ha respinto le argomentazioni della Procura generale e ha confermato il non doversi procedere per mancanza di querela già disposto dal tribunale.

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