Il nuovo Psi smentisce Robilotta

Rita Smordoni

«Robilotta? Nel Lazio non lo segue nessuno. Dovrebbe dimettersi». Il Nuovo Psi smentisce seccamente l’ex vicesegretario nazionale ed ex assessore regionale del partito di De Michelis. Due giorni fa Donato Robilotta ha dichiarato che sosterrà il sindaco Veltroni alle elezioni comunali con la lista Socialisti Riformisti: «I quadri socialisti mi seguono a centinaia, in tutta la regione siamo 5-600 che lasciano il Nuovo Psi». Robilotta, per 5 anni assessore con Storace alla Regione Lazio, ha annunciato che la lista Socialisti Riformisti aderirà allo Sdi. Il cambio di casacca da destra a sinistra era nell’aria già da un mese. L’adesione definitiva di Robilotta al partito di Boselli si deve di fatto alla nascita della lista Dc-Nuovo Psi che lascia De Michelis con i partiti della Cdl. Di qui le affermazioni roboanti del primo e il plauso della sinistra nel Lazio: «La Cdl perde un altro pezzo».
Il Nuovo Psi di Roma, però, «smentisce nel modo più categorico» le affermazioni di Robilotta: «L’ex esponente del nostro partito porterà dalla parte di Veltroni o chi già c’è (socialisti di provenienza Ds o già dello Sdi) o pochi suoi collaboratori diretti. La Cdl non perde nessun pezzo, semmai un generale senza esercito. I socialisti romani, anche prima che il tribunale desse ragione (sul simbolo, ndr) al segretario De Michelis, hanno ribadito il sostegno e l’appartenenza all’unico Nuovo Psi, alla scelta di coalizione nella Cdl e all’alleanza con la Nuova Dc. Robilotta ha tentato invano di far sì che il Nuovo Psi della Capitale, come di Velletri, Fiumicino e di gran parte della provincia, si autosciogliessero. Ma com’è stato affermato nell’assemblea regionale del 28 gennaio, e come riportato dal sito www.socialistiroma.it, i socialisti romani, in città e in provincia, hanno rifiutato il tentativo di autoscioglimento di Robilotta».
Non basta. Dopo la sentenza del Tribunale del 27 gennaio, simbolo e nome del partito sono prerogativa di De Michelis e non di Bobo Craxi. «Ma Robilotta continua a ricoprire il ruolo di capogruppo del Nuovo Psi alla Regione Lazio - stigmatizza il responsabile comunicazione del partito, Mele - senza averne titolo. In omaggio al principio della coerenza politica, essendo stato eletto consigliere solo per le dimissioni del leader della coalizione della Cdl, Storace, oggi dovrebbe dimettersi». Ugualmente paradossale, nota il Nuovo Psi, anche il caso di Gian Roberto Lovari, che appare oggi, al Comune di Roma, referente del gruppo consiliare dello Sdi e che dà invece come recapito ufficiale, come si legge sul sito del Campidoglio, il gruppo consiliare Nuovo Psi a via delle Vergini: «L’ex capogruppo di Forza Italia, utilizzando il NPsi come una zattera per ribaltare la sua posizione da destra a sinistra, è fuoriuscito dal partito, seguendo Craxi. Eletto nella Cdl, per dignità politica anche Lovari dovrebbe dimettersi». I due, a quanto pare, se ne guardano bene.