Nuovo reparto a San Donato: «Così combattiamo l’ictus»

Il professor Meola farà lezione ai medici di base su come intervenire in tempo

Marisa de Moliner

Milano ha una nuova struttura anti-ictus. Da quando ad agosto ha aperto i battenti, con quattro posti letto, la stroke-unit del policlinico San Donato ha già ospitato cento pazienti. Tutti curati nel giro di 4-6 giorni. Un recupero possibile grazie alla tempestività d’intervento che non deve superare le tre ore. «Altrimenti il danno è irreversibile» spiega il professor Giovanni Meola, ordinario di neurologia dell’università degli Studi e direttore dell’unità di neurologia dell’Irccs San Donato. E sarà lui sabato a illustrare, nel corso del “Convegno sull’ictus acuto: moderno approccio clinico-diagnostico terapeutico”, ai medici di base e ai fisioterapisti che fare, in quanto tempo e come intervenire. Perché contro l’ictus bisogna intraprendere una corsa contro il tempo. «Il medico di base deve diagnosticare la patologia nel giro di 15-20 minuti dalla comparsa dei primi sintomi - precisa il professor Meola - e il 118 deve portare il paziente in pronto soccorso entro tre quarti d’ora. Una volta qui deve iniziare il triage: con il bollino rosso si sottopone il paziente agli esami del sangue e a una tac. Questa è essenziale perché permette in un’ora di riconoscere il tipo di ictus». «Ce ne sono due - sottolinea il direttore della stroke unit del policlinico San Donato - quello emorragico, da curare sostanzialmente con le terapie antiedema che fanno riassorbire l’emorragia, e quello ischemico da trattare con la terapia trombolitica per liberare il vaso sanguigno. Una volta riconosciuto il tipo di ictus il paziente viene ricoverato in stroke unit. In questa struttura apposita vengono monitorati per 24 ore su 24 la pressione arteriosa, la temperatura, il tasso di ossigeno nel sangue e il battito cardiaco. Tutti parametri utili per intervenire con la terapia trombolitica per via endovenosa. Questa scioglie i trombi, anche quelli molto distanti e permette di ripristinare la circolazione cerebrale. L’importante è essere tempestivi, perché sino a tre ore dall’insulto a livello del cervello, l’evento è reversibile». Eventi, questi, sempre più frequenti dovuti all’invecchiamento della popolazione, che a Milano vengono trattati, oltre che al policlinico San Donato, in quattro ospedali: Il Niguarda, il San Carlo, il San Raffaele e il Besta. L’incidenza dell’ictus è di 20 casi ogni 100mila abitanti tra i sessanta-settantenni e di 30-40 casi con l’avanzare dell’età. Non mancano però i pazienti giovani: sempre più frequentemente l’ictus colpisce i quarantacinque-cinquantenni, soprattutto fumatori e cardiopatici.