Il nuovo Rocca è come Diabolik

Maria Rosa Quario

A poco più di 15 giorni dal debutto stagionale nel gigante sul ghiacciaio austriaco di Sölden, Giorgio Rocca ha invitato il mondo dello sci a scoprire la sua nuova dimensione. In completo scuro di Armani, cravatta e scarpe giuste, look alla Diabolik, Giorgio ha parlato a Milano, chiedendo subito scusa perché con i discorsi non ci sa fare come con gli sci, ma in mezz’ora di monologo illustra molto chiaramente i suoi obiettivi stagionali, ricordando anche le cinque vittorie consecutive che lo scorso inverno lo fecero entrare fra i grandi regalandogli anche la coppa del mondo di specialità. «Potrò sembrare un pazzo, ma a 31 anni, anziché accontentarmi, voglio rimettermi in gioco: punterò alla coppa del mondo generale, impegnandomi in tutte le discipline. Il mio allenamento è stato così ripartito: 45% di gigante, 30% di slalom e 25% di velocità. Fino al 31 dicembre parteciperò a 16 gare, di cui solo due slalom. A quel punto valuterò se continuare sulla strada della polivalenza o concentrarmi solo su slalom e combinate, come in passato. Dipenderà dai risultati, ma anche dall’umore e dal fisico: voglio soprattutto divertirmi e stare bene».
Per ora, non ci sono dubbi, Giorgio sta benone. È in forma, sereno e rilassato. La moglie Tania lo renderà papà per la seconda volta in primavera, il primogenito Giacomo, che ha 11 mesi, cresce bene e lo fa divertire con i suoi sorrisi e la sua simpatia. Giorgio ormai ha un viso conosciuto anche lontano dalle piste di sci, è ben diverso dal ragazzo timido che scendeva da Livigno per far dimenticare Alberto Tomba. È Giorgio Rocca, bello, pulito, serio e determinato. Magari finirà ancora con la faccia nella neve e senza medaglie al collo, ma stiamo certi che anche in quel caso sorriderà: «Girerò pagina e penserò alla prossima gara». E alla vita, comunque bella.