Nuovo salto nel vuoto del cinese volante

L’uomo protesta contro il suo ex datore di lavoro, che lui accusa di gravi reati

Ancora lui, dopo innumerevoli scalate su vari edifici, con particolare attenzione per Palazzo Reale, e un primo salto nel vuoto, ma sul telone di salvataggio, il cinese si è di nuovo «esibito». Ieri pomeriggio, ancora una volta scegliendo piazza Duomo come sfondo, prima è salito sulla Reggia, poi ha aspettato che sotto si formasse folla di fotografi e, soprattutto, soccorritori, quindi un bel salto. Atterraggio morbido, ma meno della prima volta.
Zhou Yuquing, 41 anni, residente a Trezzano in provincia di Brescia, è ora ricoverato al Policlinico, ha diverse contusioni, in particolare al volto, ma niente di serio. Le ragioni del gesto, anzi dei suoi numerosi gesti, sarebbero legate ad una denuncia presentata contro il suo ex datore di lavoro. Il cinese sostiene che l’uomo lo abbia più volte minacciato e che sia a capo di un’organizzazione per lo sfruttamento della prostituzione. Accuse mai provate però dalle numerose indagini avviate dalla polizia che hanno puntualmente dato esito negativo: nessuna traccia degli illeciti.
Da qui il primo tentativo di suicidio nel luglio del 2004, quando aveva minacciato di gettarsi dal parcheggio al terzo piano di un supermercato in via Ornato. Strada forse non scelta a caso visto che è a due passi da Niguarda. A questo gesto aveva fatto seguito un ricovero di 10 giorni in un reparto psichiatrico. il 12 gennaio 2005 però l'uomo era tornato sullo stesso palazzo e questa volta si era anche buttato, non prima che i vigili del fuoco stendessero il telone di salvataggio. Anche in questo caso era seguito un ricovero ospedaliero, cosi pochi giorni dopo, il 28 gennaio, l'uomo era salito sul tetto di uno stabile commerciale di viale Certosa. Dopo l'ennesimo tentativo, l'uomo, che parla solo il cinese, grazie all'aiuto di un connazionale era riuscito a stendere una denuncia e presentarla alla polizia. Il 31 maggio il nuovo tentativo a Palazzo Reale, ma l’uomo era stato convinto a scendere. Stesso identico show ripetuto il 20 agosto.
Ieri infine l’ultimo ma, stando ai precedenti, si può immaginare solo in ordine di tempo. Verso le 14.30 è salito sul tetto di Palazzo Reale, ormai la strada la conosce bene, è scivolato sul cornicione e da qui si è messo a gridare in cinese, evidentemente annunciando i suoi propositi suicidi. Subito sono arrivati carabinieri, ghisa, personale medico inviato dal 118 ma soprattutto vigili del fuoco. Veniva fatto salire il braccio mobile che sostiene il cestello con dentro due pompieri che cercavano di raggiungerlo, mentre altri colleghi tentavano di avvicinarsi alle spalle per bloccarlo. Nel frattempo sotto veniva fatto gonfiare il telone. A quel punto l’orientale, ormai pratico di queste cose saltava, un volo di 15 metri e la rovinosa caduta. L’uomo all'inizio appariva grave, infatti il trasporto al Policlinico avveniva in «codice rosso», retrocesso a «giallo» all’arrivo al pronto soccorso. Insomma anche questa volta se l’è cavata a buon mercato.