Il nuovo Santoro? Puntata sulle notti a ArcoreE ora Parenzo punta anche su Giuliano Ferrara

Domani partirà <em>Servizio pubblico</em>, la nuova trasmissione di Michele Santoro con una intervista esclusiva al Chiara Danese. Sarà trasmessa anche da una cordata di canali "territoriali" guidati da Telelombardia. Parenzo però quarda oltre: vuole un programma diretto da Ferrara

Fino a ieri si trattavano soltanto di voci. Questa mattina, invece, Sandro Parenzo, patron di Telelombardia che fa parte del network che, a partire da domani, trasmetterà Servizio pubblico, la nuova trasmissione di Michele Santoro, si è sentito con il direttore del Foglio Giuliano Ferrara. "Se mi chiedete se in futuro ci potrà essere una sua trasmissione come per Santoro - ha detto Parenzo - rispondo: perché no?". Per ora, però, gli occhi sono puntati sulla prima puntata del tribuno della sinistra che ha tutte le carte in regola per partire col botto: sarà, infatti, trasmessa una intervista esclusiva al Chiara Danese, la 19enne che, insieme ad Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo sulle cene ad Arcore.

Le voci, i rumors e i gossip non fanno che inseguirsi. La tivù dei prossimi mesi è in evoluzione: occhi puntati sui programmi di informazione, occhi puntati sull'Elefantino che potrebbe presto
imitare Santoro nella scelta di realizzare un programma da trasmettere su scala nazionale senza passare dai grandi network generalisti. Durante la presentazione del nuovo programma dell'ex conduttore di Annozero che andrà in onda da domani sera proprio su una cordata di canali "territoriali" guidati da Telelombardia, su Sky e in rete, il presidente del gruppo Mediapason ha spiegato che Ferrara preferisce finire prima l'esperienza di Radio Londra. "Se mi date spazio - avrebbe detto il direttore del Foglio - vengo ben volentieri anche io". Un segnale di interesse che il patron di Telelombardia considera "molto forte".

L'editore della nuova operazione lanciata dall'ex europarlamentare sarà la "Zero studios", società del conduttore all'interno della quale, attraverso un aumento di capitale, sono confluiti lo stesso Parenzo con l'azienda di produzione romana Videa. Tra i soci spunta anche l'editore del Fatto Quotidiano. "Il problema dell’informazione televisiva italiana è di professionalità, non ideologico - ha spiegato Parenzo - che si tratti di Santoro o di Ferrara diamo di nuovo al telespettatore ciò che gli è stato sottratto. Lo feci già tanti anni fa con Gianfranco Funari con numeri impressionanti e i tempi erano molto diversi". Quello che Parenzo ha in mente è una sorta di referendum sulla televisione così com’è concepita oggi.