Un nuovo scandalo scuote la sinistraIl senatore Pd e i 13 milioni della Margherita

Luigi Lusi, senatore del Pd, è stato iscritto al registro degli indagati della procura di Roma. È accusato di appropriazione indebita per avere sottratto 13 milioni da un conto della Margherita, di cui era tesoriere. Il senatore avrebbe ricevuto, in poco più di due anni, novanta bonifici, per un valore totale di 13 milioni, sottratti a fondi derivanti da rimborsi elettorali e del Partito Democratico. Rutelli si è costituito parte offesa

L'accusa è di appropriazione indebita. Luigi Lusi, senatore del Pd, ex Margherita, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Stefano Pesci accusano il politico di essersi intascato somme indebite, relative a rimborsi elettorali, per un totale di tredici milioni. L'accusa si riferisce al periodo in cui Luisi era segretario amministrativo della Margherita. Dietro alle indagini una segnalazione della Banca d'Italia, che aveva fatto presente un'anomalia dietro l'acquisto dell'abitazione di via Monserrato.

Davanti ai magistrati Lusi ha ammesso una parte delle sue responsabilità. Da un conto corrente intestato a "Democrazia e libertà" sarebbero partiti in un periodo di appena due anni e mezzo novanta bonifici, per i quali sono in corso verifiche sulle causuali e sui destinatari. Il deposito - alimentato da fondi disposti a titolo di rimborso elettorale e fondi del Partito Democratico - sarebbe stato "svuotato" da una serie di accrediti diretti alla TTT srl, società riconducibile a Lusi.

La versione ufficiale parlava di "fatture relative a consulenze", ma agli inquirenti risulterebbe invece l'acquisto, da parte di Lusi, di un appartamento nel cuore di Roma, pagato un milione e 900 mila euro. Circostanza peraltro confermata dallo stesso indagato, che ha detto di aver utilizzato i soldi per l’acquisto di una casa a Roma, in via Monserrato e di una villa a Genzano, dove risiede. Il resto dei soldi è finito in Canada, mentre 5 dei 13 milioni sono stati utilizzati per il pagamento di tasse. Sui conti della Margherita è stata nel frattempo avviata la due diligence, per risolvere lo scandalo degli ammanchi di bilancio.

L'ex leader della Margherita, Francesco Rutelli, attuale numero uno dell'Api, si è presentato ieri in Procura per dare la sua versione dei fatti e costituirsi parte offesa nella vicenda, dichiarando di non sapere nulla della sottrazione di denaro. Nel frattempo una nota congiunta diffusa nella tarda serata di ieri da Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci ha chiarito la posizione del partito: "Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il senatore Lusi aveva confessato innanzi all’autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro della Margherita-DL - scrivono -. La notizia è incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima fiducia degli organi del partito, anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo". Da qui la scelta di costituirsi parte offesa e dare corso alle azioni giudiziarie del caso.

"Siamo incazzati e addolorati", ha commetanto il leader dell’Api, Francesco Rutelli, aggiungendo che "la Margherita intende recuperare tutto il maltolto". All'interno del partito intanto si moltiplicano le richieste di un'assemblea nazionale della Margherita. A sollecitarla il presidente Enzo Bianco, ma anche Luciano Neri e Pierluigi Castagnetti, che si è detto "sconcertato per quanto sta avvenendo"

Dal canto suo Lusi "ha manifestato la sua intenzione di restituire le somme di cui si è appropriato". Dal canto suo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha già detto che: "Se emergessero responsabilità individuali il Pd applicherebbe le sue regole, abbiamo organi che possono decidere i provvedimenti del caso", compresa la sospensione. Il segretario ha anche aggiunto che "ci sono accertamenti in corso" e che il partito aspetta "di avere chiarezza".

Il segretario democratico poi ha aggiunto che "stiamo raccogliendo gli elementi e la vicenda finirà alla commissione di garanzia, che deciderà in proporzione alle responsabilità" di Lusi. Come Pd, ha assicurato Bersani, "non facciamo sconti a nessuno. Abbiamo le nostre procedure verranno applicate rigorosamente".

"A mio modesto avviso, dovrebbe anche invitarlo caldamente a dimettersi da parlamentare (il senatore, per tanti anni braccio destro di Rutelli, infatti, è rimasto nel gruppo del Pd). Fatto conseguente, in ogni caso, all’ammissione di colpevolezza da parte di Lusi", scrive sul suo blog, Pippo Civati del Pd.

Anche "la presidente Anna Finocchiaro ha chiesto al senatore Luigi Lusi, attraverso una lettera inviata oggi nel primo pomeriggio, di dimettersi dal Gruppo del Pd e da tutti gli incarichi che, in ragione di tale appartenenza, ricopre a Palazzo Madama", si legge in una nota del Pd del Senato.

Intanto, in una nota, Antonio Misiani, tesoriere del Pd ha precisato che "gli unici rapporti economici tra Pd e Margherita, che sono soggetti giuridicamente distinti, riguardano i pagamenti che il Pd effettua regolarmente ed esclusivamente per il subaffitto e per le spese di gestione della sede di via Sant'Andrea delle Fratte".

La procura di Roma sta nel frattempo valutando l'ipotesi di un sequestro dei beni dell'ex tesoriere della Margherita. Su richiesta della stessa Margherita procuratore e pm hanno per ora congelato ogni iniziativa. Un sequestro renderebbe più complessa la procedura per ottenere la restituzione delle somme sottratte.