Nuovo schiaffo dall’Europa: la manovra sotto sorveglianza

Il commisssario all’Economia Almunia: «Saremo attentissimi fino all’ok definitivo»

da Roma

La Commissione europea vigilerà con attenzione sugli sviluppi della legge finanziaria. «Nelle settimane e nei mesi prossimi saremo estremamente attenti a quanto verrà discusso nel Parlamento italiano, e a quale sarà la versione definitiva della Finanziaria», dice Joaquín Almunia. E «su questo - aggiunge l’eurocommissario agli Affari economici e finanziari - baseremo le nostre conclusioni». Nell’attesa, il 6 novembre prossimo la Commissione renderà note le previsioni autunnali su tutti gli Stati membri, Italia compresa: e sarà quello un primo segnale degli umori dell’Europa.
A Bruxelles, i giornalisti chiedono ad Almunia un commento alla decisione delle agenzie di rating di retrocedere il debito italiano. Il commissario è uomo troppo navigato per esprimere giudizi a caldo e ricorda che la pagella potrà essere stilata solo a Finanziaria conclusa. Perciò la Commissione vigilerà sul cammino parlamentare della manovra 2007, «seguendo da vicino le discussioni in Parlamento». Ma Almunia non si limiterà a fare il «cane da guardia» a distanza. Lunedì, il commissario arriva a Roma per una lunga serie di incontri: vedrà il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che in una recente audizione parlamentare ha espresso dubbi sull’efficacia e la composizione della manovra economica; incontrerà Romano Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, Pierluigi Bersani ed Emma Bonino. Non mancheranno una visita al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e una conferenza stampa conclusiva.
Almunia, dietro un viso sorridente e una naturale inclinazione al buonumore, è uomo duro nei negoziati e di memoria ferrea. Non dimenticherà che, nelle passate settimane, è stato accusato da molti esponenti del centrosinistra di esser stato «generoso» nei confronti del governo Berlusconi e particolarmente severo con Prodi, ex presidente della Commissione, e con Padoa-Schioppa, ex componente del board della Bce. Ieri, parlando al Comitato delle Regioni europee, Almunia ha sottolineato come la spesa delle Regioni in Italia sia uno dei fattori che influiscono sulla crescita del debito pubblico.