Nuovo schiaffo di Marchionne alla Marcegaglia: "Fiat non avrà più a che fare con Confindustria"

Il gruppo torinese non arretra. Il presidente John Elkann ha già dato le dimissioni. E Marchionne non vuole nemmeno parlare della Marcegaglia: "La
Fiat non c’entra con Confindustria, quindi lasciamola fuori per
favore". E sugli scioperi: "Sono una cattiva idea"

La Fiat non ha più niente a che fare con Confindustria. Il gruppo torinese ha definitivamente chiuso la porta in faccia alla associazione degli industriali. "Non chiedetemi nemmeno di esprimere un'opinione sulla ex presidente di Confindustria per quanto riguarda la Fiat", ha spiegato l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ricordando che il presidente John Elkann ha già dato le dimissioni. "La Fiat non c’entra con Confindustria - rimarca Marchionne - quindi lasciamola fuori per favore".

Conferma i target del gruppo Fiat per il 2012, assicura che l'Alfa Romeo sbarcherà negli Stati Uniti nel 2013 e replica duramente al ceo di Agco spiegando che Cnh non è in vendita. Marchionne tira dritto con gli obiettivi del Lingotto e respinge ogni sorta di attacco. Apartire dal downgrade deciso da Fitch. "Il declassamento non mi sorprende - replica a tono Marchionne - stiamo vedendo che i downgrade sono distribuiti su tutti i settori e i Paesi". Secondo l'ad della Fiat, "il mercato si è fatto una propria idea sul profilo di rischio di questi asset. Ci stiamo abituando aun nuovo modo di gestirlo, per questo siamo così attivi nella raccolta di capitale".

Marchionne critica duramente anche i continui scioperi indetti dai sindacati. "Lo sciopero è un non senso - spiega - veramente una cattiva idea. Non è certo un modo giusto per incoraggiare gli investimenti in Italia". "Se la maggioranza dei nostri lavoratori ci dicesse che non siamo bene accetti ce ne andremmo - conclude l'ad della Fiat - ma non credo che sarà così".