NUOVO TALENTO IN CASA FORNACIARI, A CAVALLO FRA TOSCANA E LIGURIA

Maria Vittoria Cascino

Senza trucco. A raccontarti il blues di «Mastichi aria», la via stretta per la camera degli specchi che Irene Fornaciari esplora dalla dimensione di papà Zucchero. Senza trucco, fresca dei suoi vent'anni. Irene e il suo CD, Irene e i capelli lunghi ramati, Irene e gli occhi di cristallo. Irene corista di Zucchero a Venezia per il lancio di «Fly». Irene che cammina da sola. Da un'estate sui palchi d'Italia col suo «Mastichi aria e non c'è più storia… Il cielo e tu che cadi giù/ Dalla mia bocca…N on è così che rifarei/la filastrocca…». La voce strascicata, «da ubriaca, straziata dal tradimento del tuo uomo. Poi la reazione nel ritornello, lo sbattergli in faccia quel suo non avere più niente da dire».
«Mastichi aria e non c'è più storia/ma dimmi tu da me cosa vuoi/Mastichi aria, mastichi me/ Che cosa se!». Il book con le foto di scena, trucco e accessori anni '60-'70 e un ruolo che interpreta filtrato dall'oggi. La riguardi. Sei tu? Lei sorride e intreccia le mani nel fermaglio dei capelli. Arriva dalla Tina Turner che cantava con Ike, da Janis Joplin e Aretha Franklin. Soul, blues e Rithm&Blues. «Da quando ero alta così».
Già. C'entra Zucchero, 51 anni ieri? Una storia musicale che s'impasta nell'aria di Pontremoli, la fattoria, la Lunisiana scandita nell'anima. Decantata e filtrata. Difficile restarne immuni. Il successo viene poi. Parti da qui, è il viaggio che cerchi per te. Altrimenti Irene non sarebbe lì a raccontartelo. Una conquista via l'altra. Niente di scontato, sulle note a dimostrare che vali. Anche a Zucchero.
«Tra i provini di mio padre ce n'era uno in particolare. Mi aveva colpito l'arrangiamento psichedelico, aveva qualcosa dei Doors. E la mia voce ci si adattava perfettamente». Lo fiuta così «Mastichi aria». Irene corteggia il provino. Melodia (Cassano-Zucchero) già pronta e testo inglese. «Con Massimo Marcolini lo arrangiamo definitivamente e papà scrive le parole, era giusto così. Quando hai la melodia, il testo è come se esistesse già». Tutto in un anno. Poi tre mesi fa il debutto col gruppo supporter sui palchi d'Italia. Con lei, Marcolini (chitarra), Vincenzo Messina (tastiere), Guido Carli (batteria), Andrea Cozzani (basso) e Sara Grimaldi (corista). Grinta. Tanta. E il pubblico dei concerti a farti la radiografia che accidenti se Zucchero pesa. «Mi ha sempre spaventata il pubblico. Supero l'imbarazzo cercando di farli divertire. E figurati quando li sento canticchiare Mastichi aria». La trascini giù dal palco. Vuoi conoscere quel «ballo da sola, che so volare anche da sola». Più difficile. «I miei mi hanno sempre lasciata libera di scegliere. Con loro un confronto costruttivo. Si ragiona insieme».
La «esse» toscana di lei cresciuta fra Pontremoli e Forte dei Marmi. «Mio padre mi ascolta. Mi dà consigli ed io sono affascinata da lui. Sto costruendo il mio spazio e se il prodotto piace, piace al di là di chi sei». Determinata. Niente sovrastrutture. Non ne ha bisogno. È lo stato di grazia di chi crede dal midollo in quello che fa. Poi il flashback: «Ho frequentato lo scientifico. Una secchiona. Otto ore al giorno di studio. Rifiutavo la musica. I concerti erano già come li faceva lui». L'iscrizione alla facoltà di biologia. «Un paradosso. Rifiuto i libri. Che faccio?». Nel 2002 a fianco di altri artisti (Bocelli, Giorgia, Alex Britti) partecipa ad un concerto tributo dedicato a Zucchero, con cui duetta anche in studio nel brano «Karma, Stai Calma», dall'album «Bluesugar». Nello stesso disco firma con la sorella Alice «Puro Amore». «La strimpellavamo insieme. Lui ha preso la melodia e sviluppato l'arrangiamento».
Poi arrivano i testi per la colonna sonora di «Spirit-Cavallo selvaggio». «Era un cartoon, mio padre preferì che me ne occupassi io. Mi diede fiducia. Stavo preparando la maturità. Feci il lavoro in due settimane. Bryan Adams li aveva già scritti in inglese. Dovevo tradurli modificandoli e reinventando le rime. Poi, sentirli cantati da Zucchero…».
Nel 2003 il provino al musical «I Dieci Comandamenti» per capire dove andare. Viene scelta per la parte di Myram. I critici l'apprezzano, non è più solo la figlia di Zucchero. Nel 2004 è alla Royal Albert Hall al «Zu & Company» accanto a star come Eric Clapton, Brian May, Pavarotti, Dolores O'Riordan. Canta con Zucchero «Like the sun-from out of nowhere (Come il sole all'improvviso)». Nell'estate 2005 si esibisce con cover e brani scritti da lei nel tour del Cornetto Free Music Festival. Adesso Mastichi aria. La riguardi. Le notizie le hai colte dalla biografa in rete. Lei non ci sguazza. Ridimensiona. Ascolta tutti generi, «ma il richiamo è nel soul, blues, R&B. Musica cruda e passionale, quella che piace anche a mio padre».
Pausa. Torniamo a terra. «Ci vuole disciplina. Tanta. Puoi scrivere un testo in due secondi o inseguirlo per mesi». Ti vuol dire altro. «Ho frasi che tengo lì. Non butto via niente». La fattoria, Irene. «È il positivo. È lo spazio lento. È il silenzio. Nella stalla ho passato intere giornate. Con il mio cavallo e l'asino. Una passione per l'equitazione. Avevo dodici anni che pulivo la stalla e pensavo… No, non scriverlo, non voglio fare il fenomeno. Era semplicemente così. Sono stata fortunata perché mio padre è così». Dall'altra parte Forte dei Marmi. Quel Forte dei Marmi. «Altri ritmi. Scelgo la fattoria. Volevo vedere mio padre e stare con gli animali. Pontremoli è la campagna. È la dimensione che mi viene naturale. Mio padre l'ha creata per starci con la famiglia e con se stesso. Difficile incontrarvi artisti».
Entro l'anno l'uscita del suo primo album: «Undici canzoni. Con Marcolini ci stiamo lavorando da due anni e stiamo valutando quale fare uscire adesso, oltre a Mastichi aria, in attesa del lancio». Ti dice della sua bipolarità, di giorni buoni e non. Tutto nel disco. La gioia di vivere, le giornate sfortunate, l'amore. Nega di raccontare il suo privato, «amo interpretare dei ruoli». Eppure galleggia a sorpresa. Irene si difende: «Canto d'un tradimento, ma vivo felicemente a Genova con Roberto Tiranti (il giovane dei New Trolls)». Passi.
Guarda al presente e cerca di risolvere i problemi da sola. «Sono fortunata...». Tu sorridi, ma lei ti blocca: «… perché sono circondata da persone obiettive. Mio padre è obiettivo. Se mi invita alla sua presentazione per me è un regalo e un onore. E se mi fa un complimento è il più grande che possa ricevere».
Nessuno sconto. Il 30 settembre l'aspetta la Notte Bianca a Napoli. E Zucchero la vuole come gruppo supporter nella tournèe che parte a febbraio. Resta semplice anche quando te l'annuncia. Eviti il ma-ti-rendi-conto e butti lì: se lui non è d'accordo su qualcosa che fai? «Se ci credo, vado avanti lo stesso». È la scuola della fattoria.