Nuovo Tardelli? Sì, con la benedizione di Marco

La domanda cui rispondere è questa: Marchisio sarebbe stato paragonato a Tardelli anche se non lo avessimo visto in maglia bianconera? L’accostamento sarebbe venuto così spontaneo? Forse no. Tardelli era “schizzo“, Marchisio è il “Principino“, soprannomi che identificano un modo di essere. Detto questo, Marchisio potrebbe essere davvero il nipote calcistico di Tardelli. Qualcuno dice: e perchè non di Conte? No, Conte era un centrocampista arrembante, potente, grintoso, ma cavallo da soma più che da Grand prix. Tardelli era un centrocampista purosangue. E il gioco di Marchisio possiede la stessa scarica elettrica, lo stesso impulso nervoso che distingueva Marco. Tardelli era esile ma al tempo stesso riempiva fisicamente lo spazio. Marchisio sembra invece composto di quella fragilità che temi veder comparire da un attimo all’altro. E invece dentro ha l’anima in ferro. Tardelli aveva il tiro che esaltava, Marchisio sa esaltarsi con il tocco da sotto, una raffinatezza. Marchisio si infila in area con l’istinto dell’attaccante. Tardelli sempre con la testa del centrocampista. In altri tempi Marco si arrabbiava quando scrivevano: è nato l’erede. Oggi accetta che possa esistere, lo ha rivisto in maglia bianconera. Se lo pensa anche lui, possiamo fidarci.