Il nuovo teatro americano «gioca» col pubblico

Laura Novelli

Vocazione internazionale, spirito «esplorativo», coraggiosa fiducia nel nuovo. Sono queste le prerogative più importanti che da sempre connotano il festival Quartieri dell’Arte, una rassegna che è andata crescendo negli ultimi anni tenendo fede a un progetto ben identificabile: valorizzare la drammaturgia contemporanea e far conoscere in Italia autori, compagnie e registi capaci di raccontare l’oggi con linguaggi innovativi.
Se l’anno scorso la vetrina diretta da Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti aveva puntato l’attenzione sull’Oriente e, in particolare, sui giovani fermenti della scena giapponese, quest’anno (siamo ormai alla nona edizione) è la volta dell’America. America del Nord, rappresentata da una nutrita schiera di drammaturghi già pluripremiati e osannati dalla critica e dal pubblico statunitensi. E America del Sud, con uno sguardo monografico rivolto al Cile (nello specifico, alla scrittura di Benjamin Galemiri e all’eclettica personalità del regista Erich Breuer) che vuole aprire una significativa finestra su una civiltà spettacolare poco nota ai più.
Arriva dunque da New York (ma è texano di nascita) il premio Pulitzer Doug Wright, autore teatrale e sceneggiatore cinematografico cui spetta il compito di inaugurare la manifestazione - questa sera nel cortile del Palazzo dei Priori alle 21 - con un dittico di atti unici, Scartate le caramelle il titolo, coprodotto in sinergia con le Edizioni Interculturali e affidato alla doppia mano registica di Pierpaolo Sepe (apprezzato talento di casa nostra, vincitore del Premio Flaiano 2005) e David Warren (nome di punta della scena di Broadway). Tradotte dallo stesso Cervo insieme con Francesco Salerno e interpretate da Max Malatesta, Monica Samassa, Roberta Rovelli, Giulio Baraldi, Marta Meneghetti, Paolo Musio e Diego Sepe, le due pièce (Lotto 13: violino in osso e Parco delle selve) vengono intervallate da alcuni giochi «sul» e «con» il pubblico che Wright - giunto in Italia proprio per essere presente alla prima di oggi - ha concepito come momenti di raccordo. «Si tratta di testi brevi - spiega Bassetti - scritti su commissione in momenti diversi, ma che possono comporre un unico quadro. Ciò che li avvicina è il linguaggio. Wright ha un modo di scrivere dove i personaggi, le situazioni subiscono continui spaesamenti, e dove l’ironia controbilancia l’asprezza di certe considerazioni e di certe angolature».
Come succede, d’altronde, pure in I Am My Own Wife, l’opera che, oltre a fargli vincere il Pulitzer 2004, lo ha sdoganato a livello internazionale confermando l’originalità del suo stile e la forza dei temi trattati (vi si racconta la storia vera di un travestito tedesco scampato prima al nazismo, poi alla dittatura comunista nella Germania dell’Est e testimone, infine, della caduta del muro di Berlino). Originalità e forza che ritroviamo anche negli altri titoli della rassegna (il cui ricco programma, non privo di nomi europei e italiani, si snoderà tra Viterbo e Caprarola sino a fine ottobre). Sempre dagli States arrivano tre autori che non passeranno certamente inosservati. L’afroamericana Dael Orlandersmith, esponente del nuovo teatro politico d’Oltreoceano, ci regala il suo dirompente Yellowman, un lavoro che descrive le vicende di una comunità di colore nel Sud Carolina e le tensioni legate a quello che suole definirsi internal racism, il razzismo cioè tra i neri con la pelle più scura e quelli con la pelle più chiara (a Caprarola il 10 settembre). Alan Ball (premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty) elargisce il suo consueto stile ironico e corrosivo nella commedia agrodolce Cinque donne con lo stesso vestito che due giovani attrici/registe italiane, Alessia Bellotto ed Eleonora Pippo, presentano sempre a Caprarola il 24 ottobre. Infine è di Diana Son - drammaturga attiva a New York e prodiga di successi commerciali - quella fotografia dell’amore saffico scattata in Stop Kiss che Pietro Bontempo mette a segno, con tutta la sua dolorosa complessità, in un allestimento previsto anch’esso a Caprarola per il 29 ottobre.
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