Un nuovo vaccino contro i tumori

Un vaccino sconfiggerà uno dei più diffusi tumori che colpiscono le donne, quello del collo dell’utero. Si chiama Cervarix ed è stato approvato in Europa, quindi anche in Italia, per la prevenzione della neoplasia intraepiteliale della cervice uterina. Dopo anni di ricerche e di studi è giunto finalmente il semaforo verde: questo vaccino che ha dimostrato un'alta efficacia è oggi disponibile e va somministrato per via intramuscolare in tre dosi da assumere tra i 10 e i 25 anni.
La prevenzione del tumore della cervice uterina ha oggi due capisaldi: il pap-test, fondamentale per la diagnosi precoce, consente l'identificazione delle donne in cui l'infezione virale permane e il controllo nel tempo e il vaccino che previene la maggioranza dei casi di tumore della cervice. L'unione di queste due misure rappresenta quindi la miglior «assicurazione» per la donna nei confronti del cervicocarcinoma.
La maggior parte degli episodi infettivi del collo dell’utero viene controllato dal sistema immunitario dell'organismo in un periodo variabile da pochi mesi a due anni. Tuttavia l'8 per cento delle donne che hanno contratto il virus tende a determinare un'infezione persistente cioè destinato a sviluppare lesioni precancerose severe.
Fin dallo studio pilota pubblicato su The Lancet nel novembre 2004 e condotto su 1.113 donne il vaccino aveva dimostrato di fornire una protezione completa. Ora i risultati dello studio di fase III condotto su ben 18.665 donne hanno evidenziato un'efficacia del 100 per cento nella protezione di lesioni contro displasie di alto grado (cioè con modifiche spiccate delle cellule) da Papilloma virus umano (HPV), principale causa di queste forme tumorali. Questo virus molto diffuso, quasi sempre causa un'infezione virale completamente asintomatica destinata a passare inosservata, senza portare conseguenze. Si conoscono oltre 100 tipi di Papillomavirus umani, la maggior parte dei quali provoca malattie non gravi. Ma i ceppi 16, 18, 31 e 45 di HPV, studiati dai ricercatori di GlaxoSmithKline sono responsabili di oltre l'81% delle forme tumorali. Le prime infezioni si concentrano tra i 15 e i 19 anni. Il vaccino offre una protezione duratura nel tempo ed evita la recidiva di infezioni. Per questo la vaccinazione, consigliata per le adolescenti e le giovanissime, può essere effettuata anche in età successive: in Australia è stato autorizzato per la vaccinazione delle donne fino a 45 anni.
Il carcinoma della cervice uterina (o del collo dell'utero) è il secondo più comune tumore maligno della donna a livello mondiale e il primo nei Paesi in via di sviluppo, dove si verificano l'80% dei casi. Si stima che nel 2006 ci siano stati 500mila nuovi casi e 280mila morti a livello mondiale (25mila in Europa, con circa 12mila decessi; 3.500 in Italia: è la quarta neoplasia per numero di nuovi casi e sono 1.500 le morti registrate), con un picco di incidenza tra i 40 ed i 60 anni.
La mortalità è andata progressivamente riducendosi rispetto agli anni '50 a seguito di una precoce diagnosi mediante le campagne di screening citologico, che consistono nell'esecuzione regolare del Pap test. L'80% delle donne risulta positiva per l'infezione da HPV, ma fortunatamente nella maggior parte dei casi l'organismo riesce a «spegnere» l'infezione stessa senza che la presenza del virus dia il via alle trasformazioni cellulari che, nel tempo, portano al tumore. Tuttavia il rischio di «deriva» cellulare aumenta di pari passo con le nuove infezioni che si possono verificare negli anni. Per questo è fondamentale che il vaccino scateni una risposta immunitaria efficace e duratura nel tempo.
Oltre all'infezione da virus HPV, altri fattori di rischio appaiono correlati con la patologia, come ad esempio il fumo, l'inizio precoce dell'attività sessuale, un elevato numero di partners, un'insufficienza immunitaria, che può dipendere da una infezione da HIV (il virus dell'Aids), da un precedente trapianto o da una malattia come il linfoma di Hodgkin. Nel grande libro dell’arte medica questo vaccino costituisce una pagina importante.