IL NUOVO VIRUS È LASCIARSI IN DIRETTA

In attesa dell'influenza aviaria c’è un’altra pandemia, questa volta di tipo mediatico, che ci sta contagiando tutti: quella dei panni sporchi che si lavano in tivù (soprattutto in tivù, a quanto pare). Quella degli annunci di sfidanzamento resi pubblici davanti alle telecamere prima ancora che davanti ai diretti interessati (così è, se vi pare). Quella delle vicende familiari spiattellate via etere. Ne ha parlato per ultimo Massimo Giletti all’interno di Domenica In, nello spazio dell’«arena» settimanale. È un altro tipo di virus dei polli e nel frangente i polli siamo noi spettatori che non ci siamo ancora stancati di Al Bano e della sua storia sentimentale con Loredana Lecciso onnipresente su tutte le reti nazionali a ogni ora del giorno. Anzi, ogni volta che se ne parla lo share aumenta, con un effetto trainante anziché sfiancante. La pandemia contagia in primo luogo i personaggi noti senza distinzione di ruolo. Può non concernere solo i fidanzamenti e gli sfidanzamenti, ma riguarda comunque la vita familiare. Per un Al Bano che prima critica Loredana Lecciso per la sua smania di visibilità e poi finisce sull’Isola dei Famosi (e lì prova nostalgia della patria potestà: ma non poteva pensarci prima?) c’è un Michele Santoro, altro esempio eclatante, che aspetta di andare da Celentano per rivolgersi alle figlie: «Voglio che voi sappiate che sono sempre stato una persona onesta». Non poteva trovare il tempo di dirglielo a quattrocchi, nell’intimità delle pareti domestiche, che forse risultava più vero e credibile? Ed Enzo Paolo Turchi, se soffriva di emorroidi, doveva proprio attraversare l’oceano e mettersi in condizioni ambientali disagevoli per renderci partecipi del suo punto debole e farsi consolare in diretta dalla moglie? E le tate di Fassino e Amendola, se proprio ci tenevano a rivederli, non potevano contattarli in privato che magari un caffè lo rimediavano, anziché un’uscita sbrigativa dallo studio televisivo appena terminato lo show? Sono domande cui è difficile rispondere e infatti nemmeno Giletti c’è riuscito. Forse ha capito tutto in anticipo la pubblicità, con il sensuale appello «videochiamami!» lanciato da Valeria Marini a Cecchi Gori che era in realtà già il preannuncio di un rapporto che avrebbe avuto il suo redde rationem non tanto al videotelefono, quanto proprio in video. E non bisogna credere che la pandemia abbia colpito solo i vip: sono anni che padri e madri e figli e fidanzati «comuni» si parlano sempre meno nelle loro case, muti davanti alla tivù, ma una volta dentro la tivù si sfogano e si confidano denotando all'improvviso estroversioni inimmaginabili. Come se anche i sentimenti, al pari delle notizie, esistessero per davvero solo se finiscono in televisione.