O LA CAMPAGNA O TUTTI AL MARE

L’abbiamo già scritto nei giorni scorsi, ma lo riscriviamo volentieri perchè abbiamo ricevuto decine di telefonate di lettori ed elettori che proprio questo ci chiedono: di conoscere Enrico Musso. Esperienza rara, ma - vi assicuro - assolutamente positiva.
Il punto è il solito. Marta Vincenzi la conoscono quasi tutti. Enrico Musso quasi nessuno. Ed è un peccato perchè, a parità di conoscenza, non ci sarebbe battaglia e il candidato del centrodestra stravincerebbe.
Ora, quindi, è il momento di fare un salto di qualità nella campagna elettorale. Vincere si può. Ma per vincere occorre imparare da Sergio Castellaneta. I voti non si prendono solo con i manifesti sei per tre o in televisione. Meno che meno nelle riunioni di partito. I voti si prendono facendosi conoscere. Anche nei mercati. Ovunque. Da Crevari a Sant’Ilario, da Pontedecimo a Struppa, da Bavari a Palmaro.
I modelli sono quattro. Uno, per l’appunto, è proprio Sergio Castellaneta. Il suo proselitismo, il suo populismo, anche la sua demagogia, a volte. Aiutati da una personalità fortissima e da un carisma ancora più grande. Vi racconto un’esperienza personale: domenica ero a giocare con mia moglie e i bimbi in corso Italia, approfittando della splendida giornata per godermi le mascherine e Boccadasse. A un certo punto, si è profilata l’immagine di Sergio. Alto, imponente. Con il suo cappotto nero. Con la sua capigliatura bianca. Con la sua capacità di coinvolgere chiunque anche sul meno interessante degli argomenti, un po’ affabile, un po’ burbero. Per qualche decina di minuti ho abdicato ai miei doveri di bravo marito e bravo papà e l’ho seguito in incognito. Dovete credermi: è riuscito a tirarsi dietro tanta di quella gente, che sembrava il pifferaio magico. Se pensate che - di fatto - il leader di Liguria Nuova è fuori dalle competizioni elettorali vere da anni, è un trionfo. Soprattutto, Castellaneta è uno che - se può dare una mano - la dà. E, in questo momento, la darebbe volentieri.
Il secondo modello è quello di Mentore Campodonico, candidato della Casa delle libertà, a Rapallo. Campodonico è una forza tranquilla che però gira la città come una trottola per parlare con i suoi concittadini, un uomo perbene che si spende completamente. Se lo conosci, non lo eviti.
Il terzo modello è quello di Gianluigi Burrafato, che alla Spezia sta facendo i fuochi d’artificio. Lui, che è tutto fuorchè un replicante berlusconiano, nella comunicazione è più berlusconiano del Cav. Affabulatore straordinario, capace di vincere (se non si leggono i giornali che dicono che è impossibile) perchè ci crede. Burrafato è sempre e ovunque. Portandosi dietro spesso e volentieri il capogruppo regionale azzurro Gino Morgillo che, ormai, poveretto, fa fatica a reggerne i ritmi. Non è detto che vinca, ma certo se la gioca fino all’ultimo.
Il quarto modello è Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, con cui abbiamo inaugurato l’altra sera a Savona il primo Circolo delle libertà ligure. Bellissima esperienza, ve ne parlerò domani. Albertini è il prototipo del sindaco che sa parlare alla gente e che si fa conoscere con la forza delle sue idee. Sfidando burocrati di partito e comunicatori a gettone. Buon esempio.
Insomma, Musso è davvero un ottimo candidato. Basta che si sappia in giro.